Sono stati condannati lunedì sera, dopo oltre sei ore di camera di consiglio, dal Tribunale collegiale di Alba alcuni componenti della banda specializzata in ingeniti furti commessi a cavallo fra l’Astigiano, il Torinese e il Cuneese. Cinque  dei 16 indagati dai carabinieri di Alba nell’ambito dell’operazione Ko sono stati giudicati colpevoli. Gli altri invece  avevano rinunciato al dibattimento ricorrendo a riti alternativi quali il patteggiamento od il rito abbreviato ed erano stati già condannati lo scorso anno. Caratteristico il modus operandi: si presentavano a casa di noti e facoltosi imprenditori, commercianti o professionisti loro vittime predestinate, spacciandosi per ufficiali dell’Arma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza mostrando falsi tesserini, indossando giubbe e con radio portatili simulando perquisizioni per reati od evasioni fiscali depredando tutto quello che trovavano in casa, rilasciando poi alle vittime anche i verbali di sequestro di contanti e preziosi, ovviamente falsi anche quelli. Ieri le ultime condanne. Gianfranco Cassano, di Torino, classe 1953, tuttora in carcere accusato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di 13 furti aggravati, condannato a 12 anni ed 8 mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 4mila e 600 euro. Luigi Sacco, classe 1973, nomade “sinti” di Mondovì (Cn), tuttora in carcere, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione del bottino di alcuni furti commessi dal gruppo criminale, condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione ed al pagamento di una multa da 10mila euro. Vincenzo Matrella, classe 1975 di Cerignola (Fg), accusato di aver preso parte ad un furto perpetrato ai danni di un noto commerciate di Alba, condannato alla pena di 4 anni e 1 mese di reclusione ed al pagamento di una multa da 500 euro. Auxilium Raso, classe 1977, di Torino, accusato di aver fatto da “palo” durante un furto notturno con spaccata ai danni di una tabaccheria di Alba, condannato ad 1anno di reclusione ed al pagamento di 300 euro di multa. Marco Allerino, classe 1978, di Canale d’Alba (Cn), accusato di aver preparato le false tessere di riconoscimento dei Carabinieri o della Guardia di Finanza, condannato ad 1 anno di reclusione.