Sono pesanti le condanne emesse dal tribunale di via Govone e che chiudono la prima parte di un procedimento legale molto seguito: il processo asfalto sottile. Il giudice Riccardo Crucioli ha stabilito pene per 11 imprenditori finiti nell’inchiesta della guardia di finanza riguardante la posa del bitume nel tratto dell’autostrada Asti Cuneo fra Isola e Govone. Pene comunque dimezzate rispetto alle attese della pubblica accusa.
La pena più pesante è stata inflitta a Danilo Roero, imprenditore di Montegrosso, condannato a 4 anni e 8 mesi per associazione a delinquere, turbativa d’asta e frode in pubbliche fatture. Quattro anni e 3 mesi, invece per Alessandro Ciriotti, ex amministratore delegato della Ruscalla Renato Spa. Fabrizio Quarello, manager della Cps di Tortona è stato condannato a 3 anni e 5 mesi, mentre il fratello Alessandro, dirigente della stessa azienda, dovrà scontare un anno.  Sono, invece, stati dati 3 anni e 4 mesi a Emanuele Martinengo. Due anni e 4 mesi per Carlo Malabaila, 3 anni e 5 mesi mentre a Romolo Tartaglino sono stati dati 2 anni e 4 mesi. Un anno e 8 mesi invece per Graziano Cassano ed Eugenio Franco e un anno e 4 mesi per Giuseppino Bonci. Condanna a 7 mesi, invece, per Marco Ferrari. Oltre alle condanne ci sono state anche numerose assoluzioni fra cui quelle di Bruno Grasso, Carlo Fornaca, Robur Elisario Carpentieri ed Erika Penna. Prosciolti dalle accuse anche altri imprenditori non astigiani. Si tratta di Enrico Giannone, Matteo Quaglia, Maria Pignata e Vincenzo Migliacci. La difesa però annuncia il ricorso in appello.
Le indagini delle fiamme gialle avevano ipotizzato che le imprese impegnate nella posa del bitume lungo un tratto dell’A33 non lo avessero spalmato in modo omogeneo e con uno spessore inferiore di quello previsto dal capitolato d’appalto.