Ad Asti dal 21 giugno al 1 luglio torna AstiTeatro, lo storico festival di teatro nazionale e internazionale giunto alla quarantesima edizione, con la direzione artistica di Emiliano Bronzino.

ASTITEATRO NELLA STORIA DEL TEATRO ITALIANO

Nel Patalogo n°20, lo storico catalogo teatrale a cura del critico Franco Quadri, ecco la descrizione di AstiTeatro, che nel 1992 aveva presentato la sua diciannovesima edizione: «questo festival nato nel segno della nuova drammaturgia, nell’attuale edizione allarga l’orizzonte alla scrittura scenica in senso più ampio: ecco dunque gli incontri tra la sperimentazione italiana e le tradizioni straniere e l’apertura senza riserve a una generazione emergente di ideatori della scena.»
Quaranta edizioni che sin dal 1979 hanno visto passare ad Asti infinite espressioni drammaturgiche e teatrali, co-produzioni internazionali e con festival come Avignone, Santarcangelo di Romagna, Spoleto, e innumerevoli prime nazionali e debutti assoluti come “Flowers“ di Lindsay Kemp nel ’79, “Edmund Kean” con Gigi Proietti nel ’85, “Supersonici Furori” di Motus nel ’97. Sin dalla prima edizione, il festival è stato occasione, per il pubblico, da sempre numeroso, di assistere a spettacoli di tradizioni orientali e straniere nel solco di quell’antropologia teatrale che nasceva a cavallo tra gli anni ’70-80, come il teatro delle ombre di Bali, la Diablada boliviana, il Bunraku giapponese, a fianco di nuovi linguaggi emergenti, spettacoli di danza moderna e contemporanea, spettacoli con giovani attori che oggi sono il teatro italiano, da Albertazzi e Proclemer, De Berardinis, Binasco, Raffaello Sanzio, Orsini, Herlitzka, Enia, Malina, Bruni e De Capitani, Vetrano e Randisi, Mauri e Sturno, Guzzanti, Villoresi, Haber e Monti, Bisio, Crozza, Rubini e molti altri. Asti da 40 anni è una città teatrale, che respira teatro e che ha modificato il suo assetto architettonico anche in quest’ottica.

«AstiTeatro spegne 40 candeline ma la sua luce brilla più che mai, illuminando la scena del teatro italiano, essendo uno dei suoi protagonisti più longevi – spiegano Maurizio Rasero, Sindaco della Città di Asti, e Gianfranco Imerito, Assessore alla Cultura –Continuiamo a puntare sulla bellezza del nostro centro storico, con location suggestive ricche di storia come il nostro Festival. Continuiamo a puntare sui giovani, con il concorso nazionale Scintille, giunto alla nona edizione, che ogni anno registra un alto numero di domande da parte di compagnie under 35 provenienti da tutta Italia, oltre che grande interesse da parte del pubblico e degli operatori teatrali. E continuiamo a dare spazio alle nuove drammaturgie, senza dimenticare gli spettacoli che hanno fatto la storia del teatro e di questa rassegna.»

 

Da AstiTeatro39 ad AstiTeatro40

AstiTeatro è un festival vitale, capace di coinvolgere e interessare, oggi è ancora un luogo di scambio e di ritrovo. Dalla scorsa edizione, il direttore artistico del festival è Emiliano Bronzino, diplomato al Teatro Stabile di Torino, sotto la direzione artistica di Luca Ronconi, suo assistente alla regia per anni, dal 2001 è regista per il Piccolo Teatro di Milano, ha collaborato a lungo con la Fondazione TPE e per l’INDA al Teatro Greco di Siracusa. I numeri e i titoli di AstiTeatro39 attestano la vocazione di un festival di rilievo nazionale con ricadute di partecipazione e interesse dal territorio: 12 giorni di programmazione, 74 aperture di sipario totali in 15 location differenti, cortili, piazze e spazi extrateatrali, con posti esauriti nel maggior numero delle repliche.
Due le missioni che Bronzino, sin dalla precedente edizione, ha deciso di affrontare nella direzione artistica di AstiTeatro: generare un bene al servizio della Città di Asti e del suo territorio, in collaborazione con il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito, e consolidare l’identità del festival e il suo ruolo nel panorama nazionale.

Infatti sulle scelte della Direzione Artistica, per AstiTeatro39 prima e per AstiTeatro40 oggi, Emiliano Bronzino afferma: «Ho identificato nella nuova drammaturgia la missione storica e quindi più importante del Festival. Il cartellone presenta una serie di artisti tutti legati alla nuova drammaturgia e, allo stesso tempo, con una connessione profonda tra messa in scena e scrittura, riconoscendo proprio nella scrittura una delle caratteristiche più importanti di una nuova onda teatrale italiana. Elementi comuni di questi artisti sono la centralità del lavoro sulla parola, il superamento delle logiche performative pure, la riscoperta di un rapporto più diretto con gli spettatori e di un lavoro su più fasce di pubblico e l’utilizzo libero di diversi linguaggi scenici.»
Da sempre vetrina e luogo di scoperta, AstiTeatro40, grazie al lavoro di Emiliano Bronzino e del dirigente del settore cultura, Gianluigi Porro, propone titoli che hanno come filo conduttore la metodologia di creazione, il processo drammaturgico tra scena e attore che nasce dal testo e diventa linguaggio comune, dedicato a un nuovo pubblico intergenerazionale e interculturale.

ASTITEATRO40 | IL PROGRAMMA

Oggi AstiTeatro40, negli 11 giorni di festival in programma dal 21 giugno al 1 luglio, consolida la sua immagine rimanendo fedele a se stesso, con la proposta di 21 spettacoli tra drammaturgia contemporanea e titoli storici, che hanno debuttato proprio a Asti nelle passate edizioni, oltre a performance di attori e drammaturghi emergenti e espressioni di artisti astigiani.
Per Emiliano Bronzino questa 40 esima edizione «si divide in tre: AstiTeatro40 continua il suo percorso di definizione e supporto alla nuova drammaturgia italiana di cui sta diventando luogo ideale; allo stesso tempo vuole tornare con forza nelle piazze e aprirsi al nuovo pubblico; inoltre vuole raccontare i suoi quaranta anni di storia con una serie di spettacoli che hanno debuttato nel corso delle edizioni del festival e che tornano ad Asti»

Tre le location principali, a cui si aggiungono piazze e cortili come in una grande costellazione, che vengono svelate e aperte per poche occasioni all’anno, tra cui proprio AstiTeatro. Tre chiese sconsacrate del centro storico di Asti sono gli affascinanti spazi riconvertiti a sale teatrali, tra affreschi e ricordi di sacralità antiche, dove nel contemporaneo la comunità degli spettatori si ricostituisce e rivive, come nel partecipare alle cerimonie sacre del passato.
Lo Spazio Kor, già Centro Giraudi e prima ancora Chiesa di San Giuseppe, è un’architettura barocca che dialoga con la creatività contemporanea, all’esterno con l’opera “Lens Flare” di Valsania e Poletti, e all’interno con “La Macchina delle Illusioni”, un piccolo, ma esaustivo e completo, museo interattivo, ideato dallo scenografo Francesco Fassone, primo e unico spazio in Italia dedicato alla scenotecnica.
Il Diavolo Rosso, dal 2000 è spazio multiculturale e ristorante dedicato al grande ciclista astigiano, Giovanni Gerbi, una volta chiesa di San Michele dall’architettura barocca.
L’ex Chiesa del Gesù al Michelerio, palazzo al quale era annesso l’antico monastero delle Clarisse, era un luogo di culto progettato a metà del XVI secolo da Vincenzo Seregno, lo stesso ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano, che ancora oggi costudisce al suo interno l’affresco “La Gloria del Paradiso” del noto pittore astigiano Gian Carlo Aliberti.

In occasione della giornata Europea della Musica, giovedì 21 giugno AstiTeatro40 inaugura alle 21 con il concerto gratuito “L’isola di legno” dell’Orchestra di Piazza Vittorio, celebre e apprezzato ensemble multietnico di Roma, proponendo nella suggestiva Piazza San Secondo le canzoni del suo ultimo disco che ripercorre le sonorità di tutto il mondo.
Il 22 e il 23 giugno, nei principali cortili del centro storico di Asti, andranno in scena gli 8 spettacoli selezionati nella IX edizione di “Scintille”, il concorso nazionale che mira ad individuare nuove proposte teatrali, promosso dal Teatro Alfieri di Asti, in collaborazione con Tieffe Teatro Milano e la Fondazione Piemonte dal Vivo.

AstiTeatro40 entra nel vivo della scena domenica 24 giugno. Alla 18 (in replica alle 23) alla Chiesa del Gesù, il sipario si aprirà su “Eracle” di Fabrizio Sinisi interpretato da Michele Maccagno con regia di Gianpiero Borgia, una nuova produzione in prima nazionale, seguito ideale di “Medea per strada” e parte del progetto “Il Trasporto dei Miti”, il percorso di autorinnovamento artistico attraverso lo studio di archetipi classici del Teatro dei Borgia: riscrittura del mito e discesa agli inferi dell’underground, “Eracle” è il monologo tragico ed esilarante, un surreale trattato sul nostro tempo, una paradossale sfida che da Internet è arrivata fino a noi.
Alle 19,30 al Diavolo Rosso “N.E.R.D.s – sintomi”, scritto e diretto da Bruno Fornasari del Teatro Filodrammatici, in cui quattro attori mettono in scena la natura disfunzionale della famiglia tradizionale, una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte dalla famiglia, come rassicurante paradigma di una società sana, per raccontarci il rovescio della medaglia.
Spazio poi al primo degli spettacoli storici in cartellone, che fece il suo debutto nazionale nel ’95 in AstiTeatro16: alle 21 allo Spazio Kor Eugenio Allegri sarà in scena con “Novecento”, il best seller di Alessandro Baricco, fortunato allestimento dello storico Laboratorio Teatro Settimo di Gabriele Vacis.

Lunedì 25 giugno alle 20 allo Spazio Kor Emma Dante porta “La Scortecata”, spettacolo liberamente tratto da “Lo Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile, una performance magistralmente scritta sul corpo degli attori Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, in cui la mascolinità, chiamata ad interpretare la femminilità e a ricalcare il modello teatrale pre-Commedia dell’Arte, mette in scena il grottesco ancestrale.
Alle 22 alla Chiesa del Gesù Enzo Vetrano e Stefano Randisi tornano, dopo il debutto ad AstiTeatro33, con “Totò e Vicè”, poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, che i due attori dalla quarantennale collaborazione, hanno scelto per esprimere la loro poetica, il confronto di una doppia identità, sovrapponibile e contraria. Due personaggi teneri, legati da un’amicizia reciproca assoluta, che vivono di frammenti di sogni in bilico tra natura e cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due. Dallo spettacolo è stato tratto il film omonimo, girato in Sicilia nel settembre 2015, che sarà proiettato in Sala Pastrone il giorno dopo alle 22 con ingresso libero.

Martedì 26 giugno alle 19 al Diavolo Rosso Oscar De Summa interpreta il suo pluripremiato “Stasera sono in vena”, un racconto in prima persona, ironico e amaro al tempo stesso, in cui l’adolescenza in Puglia negli anni ‘80 fa da sfondo al tema dell’abuso di droghe, sia come prodotto di un florido mercato, sia come mezzo dell’individuo per non sentire dolore.
Dalla prima nazionale ad AstiTeatro27 arrivano alle 21 allo Spazio Kor Umberto Orsini e Giovanna Marini con “La Ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde, con la regia di Elio De Capitani: la musica composta dalla Marini in un viaggio dalla ballata irlandese fino a Schubert, passando per i Beatles, accompagna Orsini che si fa Wilde stesso, teso a cogliere la bellezza dei versi.

Mercoledì 27 giugno alle 19 al Diavolo Rosso la compagnia CapoTrave presenta il testo di Lucia Franchi e Luca Ricci, “La lotta al terrore”, incentrato sull’inadeguatezza con la quale i tre protagonisti reagiscono a un attacco terroristico della durata di un’ora, in completa unità di tempo e luogo nella performance, nella sala riunione del Comune di un piccolo paese: paure umane e tensioni sociali, tolleranza e intolleranza, in questo tempo nervoso, dove l’identità individuale e sociale è messa in crisi da radicalismi contrapposti.
Alle 20,30 alla Chiesa del Gesù va in scena, in prima nazionale, Massimo Reale con “L’uomo sottile” di Sergio Pierattini, monologo sul Palio di Siena e sulla figura del fantino, metafora dell’uomo contemporaneo.
Alle 22 nel Cortile del Michelerio Paolo Rossi dedica ad AstiTeatro40 la nuova tappa del suo viaggio intorno a Molière, con “Questa sera si improvvisa con Molière – I fuorilegge di Versailles – Quarta stagione completa”: tra Pirandello e Lina Wertmüller, come si evince dal titolo, Paolo Rossi, affiancato da Lucia Vasini, dirige una compagnia di attori e musicisti, sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, racconta il conflitto tra il potere e i “fuorilegge”, tra il teatro e la vita. I due attori debuttarono con la loro prima compagnia ad AstiTeatro4, un altro importante tassello della storia del festival.

Giovedì 28 giugno alle 20 allo Spazio Korla Compagnia Frosini/Timpano propone in anteprima nazionale “Gli Sposi”, dal testo “Les Epoux” di David Lescot, la storia dell’ascesa al potere dei coniugi Ceausescu, dittatori capricciosi e sanguinari che per oltre vent’anni hanno seminato la paura nel popolo rumeno: da “Aldo Morto” e “Acqua di Colonia”, Daniele Timpano e Elvira Frosini proseguono interpretando, con la comicità critica e l’umorismo crudele propria, la parabola tragicomica di Lescot.
Roberto Latini, premio UBU 2017 come miglior attore, è in scena alle 22 alla Chiesa del Gesù con “Cantico dei Cantici”, uno dei testi più antichi di tutte le letterature, pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni; con le sue parole e il suo corpo, Latini traduce alla lettera la sensazione, l’atmosfera onirica che queste pagine gli hanno sempre procurato, assecondandone il tempo del respiro e della voce.

Venerdì 29 giugno alle 19, sempre alla Chiesa del Gesù, la storica compagnia astigiana Casa degli Alfieri, insieme al Teatro di Dioniso, produce per AstiTeatro la prima nazionale di “Schipparelli Life” di Eleonora Mazzoni, con Nunzia Antonino e Marco Grossi, per la regia di Carlo Bruni. Spettacolo sulla vita dell’eclettica stilista italiana, più vicina all’arte che all’artigianato: Elsa Schiaparelli, famosa alla fine degli anni ’20 del ‘900, è stata la protagonista di quella rivoluzione del costume che ancora oggi influenza l’idea stessa di bellezza, fautrice dell’emancipazione femminile con l’invito alle donne a conoscere se stesse, allontanandosi dai condizionamenti esterni.
Alle 21 al Diavolo Rosso la Compagnia Berardi Casolari presenta “Amleto take away”, il nuovo spettacolo che arriva al festival dopo il successo dell’anteprima bolognese di questi giorni, dove Amleto, simbolo del dubbio, icona del disadattamento, è il personaggio più adeguato a cui affidare l’indagine esistenziale dell’uomo moderno: sono sulla mia strada o sto seguendo una moda, in questo tempo dominato da vista e udito?

Sabato 30 giugno alle 19 BAM Teatro e MaMiMò portano al Diavolo Rosso “Homicide House”, testo di Emanuele Aldrovandi, vincitore del 10° Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, una parabola eloquente sui pericoli della nostra società, sul gioco d’azzardo e sulle vite dedite all’affermazione sopra gli altri, definito dalla motivazione della giuria del premio Tondelli “un coraggioso tentativo di scrittura drammaturgica ‘verticale’”.
Danio Manfredini, premio UBU 1999 come migliore attore, torna alle 21 allo Spazio Kor con “Al presente”, altro storico spettacolo di AstiTeatro20, fulgido esempio del talento dell’attore di farsi corpo drammaturgico in un dialogo interiore ininterrotto, l’inquietudine provocata da ricordi, voci di persone care, immagini di un passato vago, ma sempre presente.
“Ulysses” di James Joyce arriva alle 22,30 alla Chiesa del Gesù con la riscrittura di Claudio Collovà in “Bloom’s Day”, in cui Sergio Basile interpreta un Leopold Bloom ridicolo nelle sue goffaggini, figura tragica perché tutto intorno a lui è inumano, ma inserito all’interno di una commedia in cui simpatia e incongruenze sono i sostituti di pietà e terrore; uno spettacolo che prosegue la ricerca di Collovà su Ulisse dopo “Uomini al buio. Ade”, “Artista da Giovane” e “Telemachia”.

Domenica 1 luglio alle 18 al Diavolo Rosso il progetto di Mario Perrotta “Lireta a chi viene dal mare”, tratto dal diario di Lireta Katiaj e altri milioni di diari mai scritti, dà voce, musica e corpo a tematiche della migrazione, dell’accoglienza e dell’inclusione in uno spettacolo di teatro di narrazione che ha come protagonista Paola Roscioli.
Mimmo Borrelli, dopo il successo di “Napucalisse” in AstiTeatro39, torna alle 20 allo Spazio Kor con “Malacrescita” tratto dalla tragedia “La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma”: con musiche in scena di Antonio della Ragione, l’autore-attore partenopeo racconta con la sua lingua una storia terribile, antica, di amore e distanza.
Chiude il festival alle 22 alla Cascina del Racconto “Il Mondo dei Vinti”, opera di Nuto Revelli interpretata dalla sapiente drammaturgia di Luciano Nattino, che debuttò ad AstiTeatro31, è un lavoro teatrale che vede in scena gli attori del Teatro degli Acerbi e del Faber Teater, affresco sul mondo contadino del secolo scorso che riannoda trame antiche e dimenticate nel nostro sottofondo, oltre che un omaggio al grande drammaturgo astigiano scomparso recentemente.

ASTITEATRO40 | INIZIATIVE TRA ARTE, SPETTACOLI ITINERANTI ED ECCELLENZE

Al cartellone del festival si affiancano numerose iniziative, a partire da AstiTeatro per la Città, sezione dedicata alle proposte teatrali locali, e il consueto appuntamento con Burattinarte, rassegna internazionale del teatro di figura, che farà tappa ad AstiTeatro giovedì 28 giugno.
AstiTeatro farà un’incursione alla Casa Circondariale di Asti con lo spettacolo “Scappa” di Mimmo Sorrentino che il 27, 28 e 29 giugno porterà in scena il vissuto dei detenuti.
Sabato 30 giugno inizierà alle 16 la Maratona Alfieriana, in collaborazione con la Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, che animerà il Palazzo Alfieri, riaperto al pubblico da poco, con una 24 ore itinerante dedicata al poeta, sfruttando spazi esterni e interni del Palazzo, impreziosita da letture, momenti musicali e degustazioni di eccellenze dell’enogastronomia locale.

Per festeggiare i 40 anni del festival è prevista una mostra realizzata in collaborazione con gli allievi del corso di scenografia e allestimento teatrale promosso da Associazione CRAFT, che si snoderà in diverse location, raccogliendo materiale di archivio delle passate edizioni. L’iniziativa verrà preceduta da teaser e anteprime sul sito del festival.

Novità del festival è il progetto AstiTeatro Nuovi Terroir, una rassegna di creatività enologica tra i palchi teatrali. Giocando sul parallelismo tra le nuove visioni creative e le eccellenze locali, verrà abbinato a ciascuno spettacolo teatrale un vino, condividendo la stessa volontà di creatività e approccio innovativo. In tal senso Associazione CRAFT, gestore di Spazio Kor, in collaborazione con Comune di Asti e Diavolo Rosso e grazie alla disponibilità del Rione San Paolo e della Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, coordinerà le degustazioni a teatro animando varie location del festival tra spazi teatrali e luoghi della città meno tradizionali.

In occasione di Scintille, i cortili storici diventeranno, nel weekend del 22 e 23 giugno, una tap room diffusa e all’aperto, dove i microbirrifici artigianali del territorio spilleranno le loro ultime creazioni, per degustare una birra locale tra uno spettacolo e l’altro.

ASTITEATRO40 | BIGLIETTERIA

Biglietti:
10 euro intero
7 euro ridotto abbonati stagione Teatro Alfieri e over 65
5 euro ridotto studenti under 25

Abbonamenti:
Abbonamento a 20 spettacoli: 100 euro
Abbonamento a 10 spettacoli: 50 euro
Speciale abbonamento a 5 spettacoli riservato a ragazzi under25: 20 euro
È disponibile la card “AstiTeatro under18“, riservata ai giovani sotto i 18 anni, che dà diritto a 5 ingressi gratuiti.

Ingresso libero per concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio (21 giugno), le due serate di “Scintille” (22-23 giugno) e la proiezione del film “Totò e Vicé” (26 giugno).

Per informazioni e prenotazioni:
Biglietteria Teatro Alfieri (Asti) 0141.399057 | 0141.399040