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Paolo Romano: interrogazione su comportamento Agenzia delle Poste di Asti nell’inchiesta ATC-Santoro

paolo romano“Il 20 novembre del mese scorso il GIP del Tribunale di Asti ha pronunziato e pubblicato la sentenza di condanna di Pierino Santoro,  l’ex Direttore dell’Agenzia Territoriale per la Casa di Asti (ATC), reo confesso di aver sottratto indebitamente al suddetto Ente somme di denaro per quasi nove milioni di euro. La vicenda è ormai a tutti nota, Santoro unico responsabile e il tutto finito con il patteggiamento.

Intanto, a seguito della vicenda giudiziaria, l’ATC ha avviato un’approfondita indagine interna per ricostruire l’intera movimentazione delle somme di denaro sui conti correnti pregressi e stabilire la portata reale degli ammanchi che potrebbero essere superiori ai già quantificati nove milioni di euro. Durante tale riesame è emerso che il Santoro ha emesso ripetutamente assegni circolari del conto corrente postale dell’ATC presso l’Agenzia delle Poste di Asti, sita in via Buozzi 47, intestandoli, cosa alquanto anomala, direttamente a Poste Italiane s.p.a. senza che sussistesse alcun titolo giuridico che giustificasse tale dazione. Già il 22 maggio 2014, mentre erano ancora in corso le indagini, l’ATC aveva richiesto alla citata agenzia, di poter accedere agli atti per ottenere urgentemente “copia della documentazione in possesso di codesta Società, afferente gli atti e le lettere che erano stati formalizzati in occasione della stipulazione della convenzione” tra lo stesso Ente Territoriale e Poste Italiane SpA per il servizio di apertura di c/c postale. (lettera prot. N. 2106/02). Infatti l’apertura di tale conto corrente non era mai stata deliberata dagli organi decisionali dell’ATC, ma era frutto di una falsificazione di atti pubblici perpetrata dal Santoro nella sua criminale direzione dell’Ente.

Dopo quattro mesi la richiesta rimaneva lettera morta. E il Direttore Generale dell’ATC  avv.  Alessandro Lovera si era visto costretto a richiedere nuovamente copia della deliberazione dell’ATC di Asti n. 23 del 29 maggio 2009. Tale delibera disponeva l’apertura del conto corrente postale, ma in realtà, non era mai stata assunta dall’Ente. Inoltre, si chiedeva di conoscere anche la causa e i destinatari degli anomali trasferimenti di denaro dalla stessa ATC a Poste Italiane s.p.a. Denaro attinto direttamente dal conto dell’Ente e trasferito a Poste Italiane S.p.A. Nell’arco di un solo anno, tra il 2010 e il 2011 e in date eccessivamente ravvicinate, anche di pochi giorni, sono stati effettuati ben nove trasferimenti di importi che vanno da un minimo di 24.750€ ad un massimo di 33.750€.

A tutt’oggi non è dato sapere nè a chi erano destinate tali somma, nè le ragioni di tali movimenti di denaro. L’agenzia postale di Asti continua a non collaborare.Mi risulta incomprensibile che rimangano ignorate le richieste di accesso ad una documentazione così importante per integrare la denuncia di falso in atto pubblico a carico del sig. Pierino Santoro. Mi risulta , oltre che incomprensibile, gravissimo il fatto che tale comportamento venga assunto da una Società, tra l’altro, a totale controllo pubblico ed erogatore di un servizio “universale”. Le richieste di accesso agli atti, sottolineiamo, sono state inviate dall’ATC, parte offesa nel procedimento contro il suo ex Direttore Pierino Santoro, quando ancora era in itinere l’inchiesta. Una tempestiva trasmissione di tale documentazione, da parte dell’agenzia postale di Asti, avrebbe potuto determinate un diverso esito del procedimento giudiziario contribuendo ad un miglior inquadramento dei fatti illeciti compiuti dal Pierino Santoro. Esito giudiziario che , come ben si ricorda, ha il sapore della beffa ai danni dello Stato e dei Suoi cittadini onesti: patteggiamento accolto, restituzione di 800.000 euro a fronte dei 9 milioni sottratti e, ciliegina sulla torta, la concreta possibilità di non scontare neppure un giorno nelle patrie galere.

Date queste mie considerazioni, ho chiesto con un’interrogazione  al Ministro dell’Economia e Finanze e al Ministro della Giustizia  di intervenire per fare luce sulle ragioni di questa mancata collaborazione e quindi mancata trasmissione di documentazione da parte di Poste Italiane S.p.A. Ritengo fondamentale per far luce “vera” sulla vicenda che Poste Italiane “spieghi” le ragioni di questo comportamento. Perchè ha “sorvolato” sulla più che legittima richiesta dell’Agenzia territoriale di Asti, parte offesa nel procedimento contro il suo ex direttore generale?”

On. Paolo Romano