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Riordino dell’ospedale Massaia. L’appello di Livia Ceste (Bpco Onlus) per salvare pneumologia

OSPEDALE CARDINAL MASSAIA - GAZZETTA D'ASTI“Le scrivo in qualità di responsabile della Sezione di Asti dell’Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus e vorrei, anche a nome degli associati, fornire un contributo su un tema molto dibattuto negli ultimi tempi: la riorganizzazione  della sanità piemontese e, in particolare, quella sul territorio astigiano che vede, ridimensionate in modo considerevole, alcune attività di molti reparti presso l’ospedale Cardinal Massaja.
I pazienti che rappresento sono pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica, condizione a cui giungono molti pazienti affetti da bronco pneumopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, sclerosi laterale amiotrofica,  sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Tali pazienti sono gravati da grave disabilità sono fragili con pluripatologie, necessitano di ossigenoterapia continua per 24 ore al giorno… Inoltre, quando l’ossigenoterapia non è più sufficiente ad assicurare una valida funzione respiratoria, occorre utilizzare anche apparecchiature quali i ventilatori che supportino ulteriormente la ventilazione. Per la loro complessità clinica i pazienti affetti da insufficienza respiratoria devono effettuare controlli periodici durante la fase di stabilità della malattia  e controlli ravvicinati, anche più volte nella settimana quando la malattia respiratoria si riacutizza.
Attualmente tutti questi pazienti, nella realtà astigiana, afferiscono presso la Struttura Complessa di Pneumologia dell’Ospedale Cardinal Massaia, dove trovano adeguate risposte rispetto ai loro bisogni. Dai dati in mio possesso  sono circa 800 i pazienti in ossigenoterapia nel territorio astigiano  e molti di essi  utilizzano anche apparecchiature complesse quali i ventilatori. Ho modo di incontrare con assiduità  in pneumologia tali pazienti e i loro familiari ed ascoltare le loro  preoccupazioni circa il futuro.
Infatti non sarebbe neanche immaginabile il disagio di tali pazienti e delle loro famiglie nella ipotesi di una possibile chiusura della SOc di Pneumologia di Asti. I pazienti dovrebbero, di conseguenza, effettuare i controlli presso le strutture analoghe di Alessandria con un carico assistenziale ulteriormente gravoso per loro e per le loro famiglie . Ogni spostamento dal proprio domicilio per questi pazienti è un atto complesso necessitano quasi sempre di accompagnamento e comunque verrebbe a mancare un punto di riferimento quale attualmente è la struttura di pneumologia a cui ci si può rivolgere per ogni problema. E dove sono sempre state fornite risposte adeguate. E’ nella Soc di pneumologia che i pazienti si recano anche per poter ricaricare le bombole di ossigeno portatili che si scaricano quando sono lontani dal proprio domicilio.
Confido che, tutti i nostri amministratori, sollecitati anche dalle 20 mila firme raccolte in pochi  giorni dalla popolazione astigiana, riflettano su questi temi che toccano così da vicino la vita delle persone”.
Livia Ceste