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Sposato: “Drammatico calo degli iscritti nel Pd astigiano

pd“I dati relativi al tesseramento Pd di Asti e Provincia per lo scorso anno 2014 evidenziano un drammatico calo degli iscritti: circa 340 contro i circa 1400 dell’anno precedente, ovvero 4 volte in meno. Molto peggio se si analizzano i dati della sola città di Asti: circa 140 contro i circa 690 ovvero quasi 5 volte in meno rispetto al 2013, anno del famigerato congresso!
Se ne deduce che la grandissima parte di coloro i quali non vedevano l’ora di mettersi a disposizione e lavorare per il Pd in realtà non hanno più neppure rinnovato la tessera, confermando le supposizioni di quei gufi che, come noi, avevano attribuito a quell’esplosione di tesseramenti last-minute una mera convenienza e astuzia congressuale per impadronirsi del potere politico nel partito. Evidentemente quelle iscrizioni erano servite solo ad eleggere i propri candidati preferiti e non certo a partecipare attivamente alla vita del Partito: costituivano cioè quel fenomeno riprovevole che viene chiamato volgarmente utilizzo di “truppe cammellate”! Salvo qualche variante, la circostanza pare essersi ripetuta con le primarie in Liguria dove, a quanto pare, sono stati reclutati minori e cittadini stranieri per sospingere un candidato a danno dell’altro.
A seguito di quei fatti denunciamo la situazione di un Pd locale ormai anestetizzato, appiattito sulle sporadiche decisioni degli eletti secondo quelle dubbie modalità, in cui si registra sistematicamente la mancata discussione e presa di posizione sui principali temi d’attualità: governo e Statuto del nuovo Ente Provincia, questione incompatibilità del Presidente, futuro delle Sanità astigiana, Teleriscaldamento, ecc… Domandiamo: esiste ancora un PD? Esiste cioè un Partito inteso come luogo dove si discute, si programma e ci si confronta democraticamente, in una parola, un Partito in cui si fa politica? Oppure ciò che si vuole è un “votificio”, un “Comitato elettorale” cui fare ricorso quando appunto c’è da individuare un qualche nome da promuovere alle alte vette, magari con l’ausilio decisivo di “truppe cammellate”?
E ancora: che fine hanno fatto le promesse di verifica, da parte dei Garanti provinciali, di quanto accaduto al Congresso?
Questi gli interrogativi con cui si apre il 2015. Solo risposte rapide e comportamenti coerenti che si muovano in una direzione differente da quella fin qui seguita, potranno dissolverli con soddisfazione di tutti”.

Luigi Sposato, responsabile di Asti Possibile (ex Mozione Congressuale Civati)