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No alla chiusura delle Camere di Commercio

camera di commercioFestival delle Sagre e Douja d’Or a rischio. Colpa dei tagli “a mannaia” operati dal Governo e che mettono in forse buona parte del denaro destinato alle Camere di Commercio italiane e Asti non fa eccezione.
Giovedì mattina una rappresentanza dei 45 dipendenti di palazzo Borello ha incontrato il prefetto Faloni che si farà portavoce del dissenso dei lavoratori.
Ma non c’è solo l’eventualità della perdita del posto di lavoro. Con i tagli che nel 2017 arriveranno al 50% la Camera di Commercio non potrà più erogare i servizi e l’assistenza alle imprese e alla città.
“La Camera di Commercio è un’ente che non grava sulle tasche della popolazione – hanno spiegato Lucio Zotti e Luca Bavassini, responsabili rispettivamente dell’ufficio Metrico e dell’ufficio Personale di palazzo Borello -. Sono le imprese , con una quota d’iscrizione annua peraltro bassa (si aggira intorno al centinaio di euro) a finanziarci integralmente”.
Ma la scure dei tagli si è abbattuta: le quote delle imprese caleranno e le Camere di Commercio incasseranno meno. A discapito delle imprese stesse e della città.
Soluzioni alternative ne esistono, come l’accorpamento a livello regionale. Peccato però che ne soffrirebbero le piccole ditte, a maggioranza individuale, che formano il tessuto imprenditoriale astigiano (su 26mila aziende iscritte alla Camera di Commercio di Asti, il 74% sono ditte individuali). A rischio quindi tutti i servizi forniti dall’ente, compreso il registro delle imprese, una vera e propria anagrafe delle aziende, che potrebbe finire delle mani del Ministero dello Sviluppo Economico, con buona pace delle professionalità esistenti. Ma salteranno anche altri servizi, come i contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese, le sovvenzioni per la partecipazione a fiere internazionali o le start up.
Un taglio drammatico (del 35% nel 2015; del 40% del 2016 e del 50% nel 2017) che mette in dubbio anche due importanti eventi cittadini, occasioni per promuovere a livello turistico e quindi anche economico, Asti. Douja e Sagre sono interamente finanziati dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Crat, che si accollano ogni spesa, dalla pulizia della piazza, al servizio di vigilanza, dalla presenza dei vigili del fuoco e del 118, fino alla fornitura dell’acqua.