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Festival della canzone italiana. Il diario di due astigiani a Sanremo

Il gran “polpettone democristiano”, pregi e difetti compresi, continua. Se qualche telespettatore ci confessasse che ieri sera, preso dalla noia, ha cambiato canale per sintonizzarsi su La7, unica vera antagonista del Festival, per seguire Mentana-Gruber-Formigli saremmo costretti a stringergli la mano.
È stata anche un’edizione, ma questo non è una novità, contrassegnata dalle polemiche per gli alti costi di conduzione. Il compenso di Carlo Conti si aggirerebbe intorno a 650 mila euro lordi, molto superiore al tetto stabilito di 240 mila euro annuali per dirigenti Rai. Maria De Filippi partecipa invece a titolo gratuito.
Tutto ciò è giusto o amorale? Difficile rispondere dall’esterno dello spettacolo. Ci sentiamo di affermare questo: riteniamo che la cultura (parola da prendere nella sua larga accezione: arte, turismo, letteratura, musica, cinema…), soprattutto in Italia, possa essere il motore per far ripartire l’economia nazionale. Purtroppo la stessa è spesso bistrattata e sottostimata: la condizione di un bravo artista (come un bravo calciatore, un bravo scrittore o un bravo giornalista) può salire ora le vette dello show business come pure esibirsi su una strada.
Tornando all’ottimo presentatore del Festival, Carlo Conti (con questi record chi lo toglie più da Sanremo?), noi pensiamo come Fiorello che si sia meritato con lunga gavetta, lavoro e passione ciò che merita. A onore del vero poi, e chiudiamo qui la breve riflessione, pare che Conti abbia destinato una grossa fetta di cachet per le popolazioni colpite recentemente dal terremoto.
Questa sera sfilano i 20 Campioni ancora in gara, quattro dei quali non approderanno alla finale di sabato. Viene proclamato anche il vincitore delle Nuove Proposte.
Nesli & Alice Paba e Raige-Giulia Luzi sono fuori dalla gara. Insieme a Ron, Clementino, Giusy Ferreri, Bianca Atzei hanno affrontato ieri sera un torneo supplementare che li ha costretti a saltare l’esibizione delle cover (la gara vinta da Ermal Meta con “Amara terra mia” di Modugno) per giocarsi la possibilità di ripescaggio: i quattro si sono così uniti ai sedici già promossi.

Stefano Masino. Foto di Ercolina Gallo