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Il sindaco Brignolo chiede le dimissioni dei Revisori dei Conti

brignolo nuovaDopo il parere contrario dato dal Collegio dei Revisori dei Conti sull’Assestamento di bilancio il sindaco ha scritto all’organo di revisione.
La lettera inizia ricordando che “Correva l’anno 2012 allorché i Gruppi che fanno riferimento ai principali partiti e movimenti politici della Città candidavano (e il Consiglio Comunale con entusiasmo eleggeva) il Collegio in indirizzo. Oggi la fiducia nel Collegio da parte del Consiglio comunale (e quindi di quella stessa politica che ha effettuato la nomina) è venuta meno, come dimostra la votazione dello scorso 25 novembre con cui il Consiglio ha ritenuto di discostarsi dal parere del Collegio relativo alla pratica di assestamento di bilancio”.
Il sindaco chiede quindi al Collegio “di considerare l’ipotesi di recedere dall’incarico, per consentire la designazione di nuovi componenti che, secondo le nuove disposizioni normative, non sarà più demandata alla politica ma al sorteggio”.
“Il venir meno di un rapporto sereno tra Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale, da una parte, e Organo di Revisione, dall’altra -si legge nella lettera- è di danno alla comunità astigiana: ad esempio l’approvazione del bilancio di previsione è stata ritardata di parecchie settimane dall’aggravio procedimentale conseguito al parere reso dall’Organo di Revisione al consuntivo 2013 (dapprima contrario, quindi “riconsiderato” dopo l’approfondimento svolto dal Consiglio con l’ausilio esperti dell’Anci e di Confservizi, nonché dopo la minuziosa opera di riaccertamento dei residui attivi e passivi operata dai Dirigenti, che ha permesso di confermarne la correttezza)”.
Il sindaco lamenta tra l’altro che “ancora la sera del 24 novembre il Presidente, presente alla Commissione Bilancio, che ha esaminato la pratica, non ha formulato osservazioni che lasciassero presagire il parere negativo pervenuto poche ore dopo. In questo modo è venuta meno la funzione di ausilio che l’Organo dovrebbe svolgere, essendosi lo stesso limitato alla funzione censoria”.
“L’impressione, dal punto di vista dell’Amministratore (abituato a cercare di risolvere i problemi dei cittadini con provvedimenti concreti), è che non si sia sviluppata adeguatamente la funzione di ausilio e supporto, ma sia prevalsa una logica esclusivamente “cautelativa”, consistente nel mettere in guardia e tendenzialmente dissuadere l’Amministrazione dallo svolgere attività che invece sono da ricondursi all’interesse dei cittadini, prospettando ed enfatizzando la presenza di difficoltà, certamente reali, ma coerenti con il contesto economico e sociale non solo della nostra Città ma dell’intero Paese. Se gli amministratori si “sdraiassero” su una logica cautelativa di questo genere, certamente si parerebbero la schiena e sarebbero più tranquilli, ma non risponderebbero ai reali bisogni dei cittadini, che invece necessitano di amministratori che, nella legalità, nella buona fede e nel rispetto dei principi, si assumano delle responsabilità e adottino scelte che aiutino la società ad uscire dall’attuale situazione di stallo sociale ed economico” ha aggiunto il sindaco.