“Che al Cardinal Massaia il personale stia facendo i salti mortali per continuare a rendere buoni servizi ai cittadini è un dato di fatto, nonostante i tagli continui e silenziosi che la struttura sta subendo.

Ma che vi si percepisca tutta la stanchezza degli operatori nei confronti di una situazione che sta peggiorando giorno dopo giorno è altrettanto un dato di fatto: sarebbe utile, infatti, verificare il carico di lavoro di un personale sanitario sempre più “ anziano di servizio” e minimamente rinnovato!

E ci stupisce che il Direttore Generale non avverta il disagio: basterebbe ricordare le lettere inviate ai giornali dai cittadini/pazienti per capire che non tutto va bene!

L’obiettivo dell’Osservatorio, però, non è quello di fare allarmismi, né tantomeno, di “diffondere sentimenti negativi che possano provocare sfiducia nella struttura e negli operatori sanitari”, di cui, ripetiamo, riconosciamo la competenza e la dedizione.

L’Osservatorio della Sanità ha parlato di “declino”, non di “depotenziamento” né di “chiusura di servizi” e non si tratta di una questione puramente semantica!

Prendiamo perciò atto di quanto ha affermato, nell’intervista del 22 gennaio, il Direttore Generale Ida Grossi.

Noi che siamo di Asti e che rappresentiamo tanti cittadini e tanti dipendenti ASL, e non “alcune persone” ( come testimoniano le oltre 36000 firme raccolte un anno fa), lavoriamo per avere una buona sanità e non può che farci piacere sentire affermazioni tranquillizzanti rispetto ai bisogni degli astigiani.

Ovvero: tempi di attesa accettabili, soprattutto per gli interventi chirurgici, ma anche per la domanda di diagnostica, e strutture che funzionano al meglio e a pieno regime. ( la Ferrari non può essere usata come una 500; non possiamo avere molte sale chirurgiche non utilizzate e liste d’attesa insopportabili).

Pur tuttavia, ci permettiamo di rilevare che gli effetti della manovra aziendale che è seguita alla Delibera Regionale del novembre 2014, si esplicheranno concretamente solo con la fine del 2016, quando l’atto aziendale, se non rivisto, avrà espresso i suoi esiti definitivi.

Con il 2017 verificheremo concretamente alcuni aspetti e saremo allora ben contenti se, ad esempio, i posti letto tra Asti e Nizza non saranno diminuiti o se gli organici complessivi ( infermieri, compresi quelli di sala operatoria, e medici, ad esempio anestesisti) avranno avuto l’incremento sperato.

Un altro aspetto sul quale speriamo di essere rassicurati è quello relativo alla “mobilità attiva e passiva” ( ma ne parleremo tra un po’ di tempo). Il dato sulla mobilità ci consentirà di verificare la capacità di attrazione o meno del nostro Ospedale e di conseguenza, di poter esprimere valutazioni sul “peso” di primari, primariati, strutture complesse, strutture semplici.

Noi continueremo a tenere alta l’attenzione perché ci teniamo al nostro Ospedale.

Ci fa piacere sapere che anche la Direzione Generale sta lavorando per lo stesso obiettivo”. Angela Quaglia e Massimo Scognamiglio per l’Osservatorio della Sanità astigiana