Le imprese artigiane del settore alimentare hanno vigilato sulla qualità dell’acqua al rubinetto che normalmente viene utilizzata nella produzione. Hanno, cioè, sollecitato l’osservanza della delibera regionale che prevede il controllo, da parte di laboratori accreditati, della sua idoneità igienico-sanitaria.
“Abbiamo sollevato la questione di fronte all’assessorato regionale sanità – afferma Roberto Dellavalle, presidente regionale degli alimentaristi di Confartigianato – in quanto i Nas hanno riscontrato, in diverse circostanze, il ricorso a laboratori non accreditati così come prevede la norma”.
Infatti è demandato ai Sian (Servizi igiene degli alimenti e della nutrizione) delle Asl regionali il compito d’informare correttamente gli operatori di questo comparto circa i contenuti delle linee guida e, di conseguenza, il rigoroso affidamento delle analisi esclusivamente ai laboratori accreditati, e quindi riconosciuti, dalla Regione Piemonte.
“La nostra azione di rappresentanza – prosegue Dellavalle – ha indotto la direzione regionale sanità a favorire la corretta applicazione della legge richiamando i Sian alla loro funzione divulgativa”.
Confartigianato sta per avviare una campagna di sensibilizzazione e d’informazione sia nei confronti delle imprese alimentariste sia dei consumatori per una miglior tutela igienico-sanitaria.