Il programma “Prevenzione serena” è stato aggiornato introducendo per le donne tra i 30 ed i 64 anni il test per la ricerca del dna di Papilloma virus umano per la prevenzione del tumore alla cervice uterina. La decisione assunta dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sanità, Ugo Cavallera, deriva dal fatto che oggi le evidenze scientifiche internazionali dimostrano che uno screening con test clinicamente validati per il dna di Papilloma virus oncogeni, effettuato ogni cinque anni, è più efficace dello screening basato sulla citologia, effettuato ogni tre anni, ed assicura una maggior protezione e sicurezza. Contestualmente il nuovo intervallo comporta un minor disagio per la popolazione femminile. Il test sarà introdotto gradualmente in tutto il Piemonte entro i prossimi cinque anni e sarà validato dai controlli di qualità e di appropriatezza. Le infezioni da Papilloma virus sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose. Si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti (ad esempio, bagni pubblici non disinfettati a norma). Il rischio è massimo tra i giovani adulti (20-35 anni). L’uso del profilattico non pare avere azione protettiva completa in quanto l’infezione è spesso diffusa. Inoltre, è asintomatica nella maggior parte dei casi. Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita. Il tumore della cervice uterina è riconosciuto come totalmente attribuibile all’infezione da Papilloma virus umano. Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero. Per questi motivi, la prevenzione svolge un ruolo essenziale.