www.astidocg.it

www.astidocg.it

NIZZA MONFERRATO – “Vigne di Moscato: vigne di successo?”, parte da questo interrogativo la tavola rotonda che si svolgerà il 12 maggio, dalle 16, al Foro Boario di Nizza Monferrato e che vedrà, nel ruolo di moderatore, Bruno Vespa, giornalista e scrittore, ma anche grande appassionato e conoscitore di vino. Con lui, sul palco, per quello che si preannuncia come una sorta di “Porta a Porta” dedicato al settore dell’uva moscato, da cui si ottengono l’Asti e il Moscato docg, ci saranno il viceministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero; l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto; e tre presidenti nazionali delle categorie coinvolte dal tema dell’incontro: Mario Guidi (Confagricoltura); Dino Scanavino (Cia) che è di Calamandrana paese astigiano a pochi chilometri da Nizza Monferrato; e Giorgio Mercuri, alla guida di Fedagri-Confcooperative. L’iniziativa è organizzata da Agrinsieme Moscato, il nuovo soggetto di rappresentanza vitivinicola che raggruppa vignaioli e cantine cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza Cooperativa. Ne è presidente il vignaiolo astigiano Pietro Cirio che spiega: «L’idea della tavola rotonda è quella di fare un po’ il punto sulla situazione di un comparto che è la vita per migliaia di agricoltori del Sud Piemonte. Un settore che va bene, ma che, a nostro avviso, ha bisogno di un governance solida e stabile in grado di progettare uno sviluppo concreto e costante». Con l’evento del 12 maggio si vuole comprendere come e quanto sia cambiato il mondo della filiera dell’uva moscato, anche alla luce dei dati e delle indicazioni che saranno esaminati e analizzati da Gianni Marzagalli e Giorgio Bosticco, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio per la Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti docg. Insomma quello di Nizza Monferrato, terra astigiana fortemente vocata, insieme al Canellese, alla coltivazione del vitigno moscato oltre che al barbera, sarà un osservatorio privilegiato per capire prospettive e ipotizzare il futuro del settore. Osserva Bruno Vespa: «Ho sempre lamentato l’abitudine di bere spumanti secchi con i dolci a fine pasto, invece di spumanti e di vini fermi dolci. Mi rincuora perciò sapere che il Moscato d’Asti sta avendo un enorme successo internazionale. Forse stiamo insegnando agli altri quello che ancora non abbiamo capito noi». Alla tavola rotonda sono attesi centinaia di vignaioli dalle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. «Sarà l’occasione per rinnovare i legame tra il popolo delle vigne e i suoi rappresentanti sia in sede di associazioni di categoria sia nelle più alte istituzioni del Governo centrale – annota Cirio che dà i numeri di Agrinsieme Moscato -. Oggi – afferma – siamo ad oltre 1060 associati, tra vignaioli singoli e cantine, per più di 2800 ettari di vigne, ma ogni giorno abbiamo richieste e nuove iscritti, segnali inequivocabili che questo mondo ha bisogno di rappresentanza, pluralità e condivisione»