GUARDIA DI FINANZAAffonda le radici nell’Astigiano l’indagine della guardia di finanza di Savona che ha portato a dieci arresti e 20 perquisizioni in varie regioni per frode fiscale, appropriazione indebita, emissione di fatture per operazioni inesistenti e frode in commercio. Al centro dell’inchiesta c’è infatti la Grissitalia di Alessandria e con stabilimenti in diverse città  di proprietà della famiglia Dagna di Mombercelli. Dalle prime luci dell’alba, una cinquantina di fiamme gialle sta eseguendo le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emesse dal Gip del tribunale di Savona nell’ambito delle indagini svolte dalla stessa procura della Repubblica e coordinate dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi. L’attività si sta concretizzando nelle province di Savona, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Bergamo e Massa Carrara e ha portato all’arresto di 10 persone (delle quali 4 in carcere e 6 ai domiciliari), l’esecuzione di 18 perquisizioni di abitazioni private, uffici di aziende e stabilimenti, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, di contanti e altri beni per un totale di due milioni e mezzo di euro. Coinvolti nell’indagine che ruota intorno alla storica azienda specializzata nella panificazione industriale e che distribuisce 49 tonnellate annue di pane fresco, morbido, a lunga conservazione e grissini, ci sono anche diversi autotrasportatori, riuniti nel consorzio Grissiservizi, due direttori di stabilimento  e i componenti della famiglia proprietaria che a diverso titolo amministrano la società. Per la finanza avrebbero creato un collaudato e articolato sistema fraudolento finalizzato all’emissione e all’utilizzo di false fatturazioni. “La frode prevedeva questo semplice efficace meccanismo: l’emissione di una fattura per operazioni inesistenti, identificata con il termine “acconto”, da parte di autotrasportatori compiacenti che lavorano con Grissitalia – spiegano gli inquirenti -; il conseguente bonifico bancario per il pagamento integrale della falsa fattura di “acconto” emessa dall’autotrasportatore compiacente ed effettuato direttamente da Grissitalia; l’autotrasportatore compiacente preleva in contanti allo sportello bancario o a un bancomat la somma accordata, trattenendo per sé circa il 20 per cento pattuito; successivamente consegna personalmente i contanti prelevati al direttore di stabilimento di riferimento; poi lo stesso direttore di stabilimento restituisce il denaro contante direttamente ai Dagna”. Tale sistema è venuto alla luce a seguito dello sviluppo di due segnalazioni di operazioni sospette pervenute da un istituto di credito (tenuto per legge a segnalare alla Banca d’Italia le situazioni giudicate “sospette”) nei confronti della convivente di un autotrasportatore, che hanno evidenziato un’anomala operatività dei suoi conti correnti, con ingenti entrate e quasi paritetiche uscite di denaro e cifre in netto contrasto con il suo “status” di casalinga. L’analisi della documentazione pervenuta dagli istituti di credito ha evidenziato i prelevamenti in contanti in corrispondenza di bonifici bancari accreditati da Grissitalia quali pagamenti di fatture. L’impresa, condotta dal solo autotrasportatore con un unico automezzo, non aveva la capacità di svolgere tutti i trasporti fatturati per circa 17 mila euro al mese. Le indagini svolte hanno permesso di provare anche per mezzo di attività tecniche, l’emissione e l’utilizzo di fatture false. Il trasportare è stato pedinato e filmato mentre consegnava 5 mila euro al direttore di stabilimento subito sequestrati. Nonostante il sequestro l’attività fraudolenta è proseguita senza rallentamenti. durante l’estate scorsa il contante ottenuto è servito per rifornire di carburante la barca di famiglia e permettere una crociera fra le isole del tirreno. l’ulteriore sviluppo delle indagini ha consentito di ricostruire tutta l’organizzazione e i vari soggetti coinvolti. La frode fiscale, è stata stimata in oltre 3,5 milioni di euro. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip Fiorenza Giorgi, sono: Massimo Dagna, 45 anni, di Belviglio (Asti) e presidente del consiglio d’amministrazione di Grissitalia; Roberto Dagna, 42 anni di Belviglio, amministratore di Fin Sipaf spa (fiduciaria della famiglia Dagna) e titolare del ramo d’azienda in affitto a Grissitalia; Graziano Brandino, 54 anni di Quarona (Vc), direttore dello stabilimento Grissitalia di Albissola Marina; Franco Aresca, 40 anni, di Serravalle Sesia (Vc), direttore dello stabilimento Grissitalia di Prato Sesia. I destinatari delle ordinanze di custodia domiciliare sono: Cesare Dagna, 70 anni, di Mombercelli, azionista di maggioranza di Grissitalia per il tramite della fiduciaria Fin Sipaf e capostipite famiglia Dagna; Guido Garitta, 75 anni, di Savona, dipendente dello stabilimento Grissitalia di Albissola; Paolo Rubin, 56 anni, autotrasportatore di Aulla (Ms); Stefano Gambaro, 46 anni, autotrasportatore di Novara; Diego Surace, 43 anni, autotrasportatore di Gattinara (Vc); Ronni Cavallo, 66 anni, autotrasportatore di Serravalle Sesia. Sono stati inoltre denunciati a piede libero altri 7 soggetti coinvolti, a vario titolo, nella vicenda.