davidebella“E’ cominciata ufficialmente questa settimana la campagna dei Giovani Comunisti Asti volta a informare gli studenti e le famiglie sul contributo scolastico e sui tagli che oramai da decenni vengono sistematicamente fatti al nostro sistema scolastico. Abbiamo già fatto volantinaggi davanti ad alcune scuole che continueranno la settimana prossima.
La nostra decisione di muoverci su questo argomento è determinata dal fatto che, soltanto rispetto all’anno scolastico 2012/2013, il 2013/2014 ci porterà:- un aumento dell’1,5 % per il costo dei libri scolastici (che raggiunge il 4,5 % nei licei); – un aumento complessivo del 2,8 % del costo di dizionari e libri scolastici, per una media di 521,00 euro a studente; – diari, astucci, zaini e cancelleria in generale hanno subito un aumento del 2,4%, arrivando a sfiorare i 500 euro di spesa media per studente; – in questi anni di continuo aumento dei costi per i genitori, gli stipendi dei docenti sono congelati da 3 anni. Le scuole sono inoltre obbligate a chiedere ai propri studenti di contribuire ai bilanci della scuola tramite un contributo scolastico, che però non è obbligatorio! In realtà solo 15,53 Euro di quello che viene chiesto sono tasse obbligatorie, il resto è una donazione volontaria. Invitiamo quindi tutte le famiglie che non hanno la disponibilità economica di elargire questa donazione a non farla, ricordando che comunque il contributo è detraibile dall’imposta sul reddito. Noi Giovani Comunisti riteniamo sbagliato che le scuole siano costrette a chiedere il contributo (oltretutto in maniera non proporzionale perché non calcolata sul reddito effettivo delle famiglie) in un paese dove la scuola libera e aperta a tutti è sancita dalla Costituzione. Lo Stato e il Governo si facciano quindi carico dei loro doveri prendendo i soldi da dove non servono, ad esempio non comprando F-35 (14,3 miliardi di euro), non facendo un’opera inutile come la TAV, alla quale la Francia ha già rinunciato (20 miliardi di euro preventivati) o mettendo un tetto di 5000 euro alle pensioni d’oro (13 miliardi di euro all’anno).
L’unico modo per uscire dal debito sono gli investimenti in istruzione e ricerca, i dati Ocse del 2012 dimostrano che la gran parte dei paesi ha aumentato la spesa per l’istruzione, mentre l’Italia è il paese che ha tagliato di più dopo l’Estonia. Inoltre bisogna tenere a mente che dal 2000 siamo l’unico paese in Europa a non aver aumentato gli investimenti per l’istruzione. Attualmente siamo scesi al penultimo posto europeo di spesa per l’istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27), seguiti solo dalla Grecia. Come se non bastasse, con l’austerità il debito pubblico è ulteriormente aumentato di 19 miliardi ad aprile 2013.
E’ ora, oggi più che mai, di dire basta.
Chi combatte può perdere, chi non combatte ha già perso. (E. Guevara)”.

Davide Bella, Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti Asti