I Consorzi Fidi hanno contribuito ad attenuare l’impatto della crisi per artigiani e piccole imprese sul fronte dell’accesso al credito.
Nel 2008 hanno erogato 6.275 milioni di finanziamenti garantiti a 702.025 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088 milioni.
La funzione di ammortizzatori degli effetti della crisi è confermata anche nei primi 6 mesi del 2009 periodo durante il quale i Confidi hanno garantito finanziamenti per una somma di quasi 3,6 miliardi di euro.
La fotografia dell’attività dei 191 Confidi artigiani è scattata nella tredicesima edizione dell’indagine presentata oggi a Roma da Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani e presieduta da Daniele Alberani. Nel 2008 ciascun Confidi ha garantito in media finanziamenti per circa 33 milioni. Si mantiene elevato il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano, pari al 41%, a conferma del fatto che quasi 1 imprenditore su 2 si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.
La classifica delle regioni più attive vede in testa il Veneto con 1.288 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2008 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la Toscana con 1.112 milioni, al terzo posto la Lombardia con 842 milioni e al quarto posto si collocano le Marche con 556 milioni. Grazie all’efficienza e all’efficacia nel valutare l’affidabilità delle imprese e all’approfondita conoscenza della realtà produttiva locale, i Confidi hanno conseguito, nel primo semestre 2009, un tasso di sofferenza medio pari al 5,1% rispetto al tasso medio di sofferenze del 6,9% registrato dal sistema bancario per i finanziamenti al settore artigiano.
I tassi medi praticati sui finanziamenti si mantengono più bassi di quelli di mercato per la categoria artigiana e vedono ridursi il gap tra quelli a medio termine e quelli a breve. I primi si attestano in media al 4,9%, mentre i tassi a breve sono al 5,4%. Ciò è anche il risultato della buona capacità contrattuale dei Confidi a favore delle imprese e del loro rapporto complessivamente positivo con il sistema bancario (sono 1.556 le convenzioni sottoscritte).
I Confidi svolgono una funzione fondamentale anche nella prevenzione del fenomeno dell’usura: i due terzi dei Confidi (67%) gestiscono infatti gli speciali fondi antiusura previsti dall’art. 15 Legge 108/96, consentendo il rientro nei circuiti legali di finanziamento a migliaia di piccole imprese. Nel 2008 hanno effettuato 1.614 operazioni, per un importo complessivo di finanziamenti concessi pari a 57,1 milioni di euro.
A fronte dei risultati evidenziati nella ricerca, il Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani ha sollecitato “interventi di rafforzamento patrimoniale dei Confidi per ottimizzarne il ruolo di facilitatori dell’accesso al credito per le Pmi”. “Le storiche difficoltà delle piccole imprese nell’accesso al credito bancario – ha detto Alberani – sono ora diventate ancora più critiche. E’ quindi ancora più urgente potenziare questi strumenti di mutualismo solidaristico capillarmente diffusi in tutto il Paese, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti e creare occupazione”.
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