Il Tanaro, il suo ambiente e la sua gente diventano protagonisti del secondo e terzo appuntamento del ciclo di incontri che, nell’ambito del programma di Fiori in Fiera, vogliono indagare sui cambiamenti della comunità isolana e del suo territorio negli ultimi 150 anni.
Le conversazioni sono proposte dall’Associazione culturale Comunica in collaborazione con il Comune di Isola d’Asti e sotto il logo ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Dopo la serata inaugurale del 1° aprile, alla Biblioteca Comunale, con la ricercatrice Nicoletta Fasano dell’Israt, che ha tracciato il contesto generale e astigiano degli ultimi 150 anni sorprendendo il pubblico con un racconto dotto arricchito da informazioni curiose, la prossima conversazione è fissata per venerdì 8 aprile, alle 21, all’agriturismo Bricco San Giovanni.
Vittorio Fiore, architetto, Mario Ponzi, tecnico della Provincia nel settore delle attività  estrattive, e Luciano Montanella, pescatore, si confronteranno sul tema “Il Tanaro e le trasformazioni del territorio”. Conduce Laura Nosenzo, presidente di Comunica (ingresso libero).
Si partirà da due mappe che, in modo inequivocabile, dimostrano come si è modificato il corso del fiume nel tempo: l’ampio letto (1880) si riduce drasticamente fin quasi ad apparire come un canale (1963). Una trasformazione che tocca direttamente il territorio isolano.
Il Novecento registra forti cambiamenti lungo il corso d’acqua: le escavazioni incominciano a funzionare su scala industriale soppiantando i tradizionali “griau”, si cementificano le rive del fiume, compaiono i primi significativi casi di inquinamento. L’alluvione del 1994, con la costruzione del nuovo argine, renderà più sicuri i centri abitati, ma modificherà radicalmente il rapporto tra l’uomo e il fiume: anche per i pescatori sarà più difficile continuare a frequentare le sue sponde. E oggi, qual è la situazione? I tre relatori, confrontando il passato con il presente, forniranno un aggiornamento che terrà conto del loro legame professionale con il fiume, ma anche affettivo (Montanella, per esempio, iscritto alla Federazione italiana pesca sportiva nel 1966, nel 1985 è stato tra i promotori della mobilitazione contro la cancellazione della pesca “alla volata” nell’Astigiano disposta da un regolamento regionale, poi sospeso).