Il Comune di Asti impugnerà il provvedimento del Governo che ha fissato i limiti e i criteri per il riordino delle Province e che contiene parametri che rischiano di condannare alla scomparsa la Provincia di Asti. La decisione è stata annunciata dal Sindaco questa mattina e sarà formalizzata dalla Giunta comunale oggi pomeriggio. Il ricorso viene promosso avanti al TAR del Lazio e comprende anche l’impugnativa del Decreto Legge sulla cosiddetta “spending review” nella parte in cui demanda al Governo il riordino delle Province, che viene giudicato dal comune di Asti incostituzionale: il ricorso contiene quindi la richiesta che il Tar del Lazio trasmetta gli atti alla Corte Costituzionale. Tra gli argomenti contenuti nel ricorso si mette in evidenza che la deliberazione impugnata “solo apparentemente generale, ha invece un contenuto decisamente concreto, potendosi fin da subito individuare le Province destinate alla soppressione in un modo che oltretutto esclude il potere di iniziativa dei Comuni nel mutamento delle circoscrizioni provinciali, potere previsto dall’art. 133 Cost. e dall’art. 21, comma 3, D.Lgs. 18.08.2000, n. 267”. La deliberazione impugnata, inoltre, “salva” solo le province con un numero di abitanti superiore a 350.000, in contrasto con l’art. 21 del Testo Unico sugli Enti Locali che al punto 3) quantifica in 200.000 il numero minimo di abitanti per provincia. “Come può –si domanda l’amministrazione di Asti- una deliberazione, che è un atto amministrativo, derogare una norma di legge?”. Nel ricorso si ricorda anche incidentalmente che la Provincia di Asti è Medaglia d’oro al valor militare, per meriti acquisiti durante la Guerra di Liberazione e che pertanto sarebbe difficile “ricollocare” l’onorificenza. Nei giorni scorsi sono proseguiti i contatti del Sindaco con amministrazioni vicine. Da registrare anche la presa di posizione dei Sindaci di Alba e Bra, Marello e Sibille, che in un comunicato congiunto relativo all’organizzazione dei servizi hanno dichiarato “Bisogna guardare avanti, pensando magari anche a nuove aggregazioni territoriali. Ad esempio, Asti ci sta chiedendo un confronto su questi temi e non saremo certo noi a sottrarci. Tutto ciò purché Alba e Bra rimangano al centro del progetto”. Proprio l’articolazione dei servizi e degli uffici sarà il tema di maggior sostanza che investirà i territori a seguito della riorganizzazione delle province. In proposito il Sindaco di Asti ha ribadito quanto già sostenuto in sede di Consiglio delle Autonomie Locali: “una equilibrata distribuzione sul territorio degli uffici e dei servizi (sia quelli erogati dalla Provincia, che dalla Regione e dalle articolazioni periferiche dello Stato) è presupposto indispensabile per una adeguata risposta alle esigenze dei cittadini e per la reale efficacia degli stessi; gli uffici e le sedi operative relativi alle competenze provinciali, regionali e statali, dovranno pertanto essere distribuiti in maniera equilibrata tra i principali centri urbani delle province così come riordinate”.
Asti ricorre contro il riordino delle Province
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