Lunedì sera in Consiglio Comunale avrà inizio la discussione del Bilancio di previsione 2013, “un bilancio di guerra e di speranza”, secondo il titolo attribuito dal sindaco Fabrizio Brignolo alla “Relazione previsionale e programmatica”. “Siamo vivendo la più grave crisi economica dall’unità d’Italia, secondo quanto dichiarato dall’allora Presidente dell’Istat Enrico Giovannini (oggi ministro) al mensile del Corriere della Sera il 4 aprile scorso” ricorda il Sindaco. “La gravità di questa situazione, unica nella storia del Paese, deve richiamare tutti coloro che ricoprono responsabilità pubbliche ad uno sforzo estremo di attenzione e coesione sociale” aggiunge Brignolo. Questa crisi da un lato riduce drasticamente i fondi di cui il comune può disporre: sono 8.500.000 euro in meno dell’anno scorso, perché, lo Stato e la Regione tagliano i trasferimenti, i cittadini rinunciano ai servizi per cui devono pagare un corrispettivo, le imprese non fanno più pubblicità per cui il comune non incassa più la relativa tassa, l’edilizia è ferma per cui non entrano più oneri di urbanizzazione, etc. Contemporaneamente aumenta la quantità di servizi che il Comune deve erogare per far fronte alle esigenze delle famiglie che perdono il lavoro, subiscono gli sfratti, etc., per cui servirebbero più risorse. Sul fronte delle maggiori entrate si è dovuto chiedere uno sforzo aggiuntivo ai cittadini, “ma –precisa il Sindaco- lo si è fatto con grande attenzione ai soggetti più deboli: con riferimento all’addizionale Irpef si è introdotta una esenzione totale per i redditi fino a 7.500 euro e le aliquote superiori sono state modulate in modo da chiedere uno sforzo maggiore a chi ha più disponibilità; l’Imu è stata congegnata in modo da incentivare chi affitta alloggi o negozi a canoni calmierati ed è in corso il rimborso dell’Imu sulla prima casa a chi ha redditi bassi”. “E’ un bilancio di speranza –spiega il Sindaco- perché tutti i tagli sui servizi sono stati fatti in modo da ridurli ma non sopprimerli, in modo da consentirne un rilancio non appena la situazione finanziaria dovesse migliorare”. Un esempio concreto è rappresentato dal trasporto pubblico (duramente colpito dai tagli regionali e dalle minori disponibilità del Comune): si ridurrà il numero dei passaggi dei mezzi, ma non si taglieranno le linee in modo da non lasciare scoperte porzioni di città e non disabituare i passeggeri il servizio. Verranno tagliate attività ritenute meno essenziali (ad esempio scompaiono iniziative come l’estate ragazzi: i giovani che dipingevano e facevano piccole manutenzioni in centro), ma vengono salvaguardati i servizi primari, come il centro estivo per i più giovani, molto utile per le famiglie che lavorano. E’ un bilancio di speranza perché abbandona la logica dei “tagli lineari” ma concentra le risorse su quegli interventi che possono essere di stimolo all’economia. Si registra infatti un complesso di provvedimenti importanti che danno vita a un vero e proprio “pacchetto per il lavoro”: si rendono disponibili in affitto a canoni molto bassi le aree produttive del PIP di Quarto; si riduce il costo della monetizzazione degli standard urbanistici per interventi di ampliamento delle attività produttive e di riqualificazione urbana; viene introdotto lo sgravio Imu e il fondo di garanzia (sei mensilità di canone per tre anni) a beneficio di chi affitta negozi e botteghe artigiane a canoni calmierati); la tassa rifiuti scenderà per la maggior parte delle attività produttive, commerciali e professionali; si faranno importanti investimenti per coprire con banda larga e wi-fi il territorio comunale.
Brignolo: “La mostra La Rinascita è una grande occasione per Asti)
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