“Siamo dei pendolari che quotidianamente prendono il treno delle 7,28 (a Lingotto) per andare al lavoro, con il nuovo orario, in vigore dal 15 dicembre, dovremo anticipare la partenza alle 06,44 (da Lingotto) ed in più il tempo di percorrenza del treno è aumentato di 8-10 minuti. Aggiungiamo che, chi come nel mio caso entra in ufficio alle 8.30, dovremo stare a “spasso” per un ora  e venti visto che il treno successivo arriverebbe alle 8.45. Per non parlare della sera, dove i treni sono stati fissati al minuto 35 di ogni ora, quindi con l’uscita alle 16.30/17.30/18.30 ecc., dovremo stare in stazione un’ulteriore ora in attesa. In totale, quindi, ogni giorno regaliamo 1 ora e 40 minuti della nostra vita a quei “geni” che hanno concepito un simile capolavoro di mostruosa ottusità , condito da un aumento dei biglietti ed abbonamenti superiore al 20%! E non solo: perché per non farci mancare nulla, sempre quei “geni” dell’Assessorato ai Trasporti della Regione, ci sbeffeggiano pure (e pubblicamente) tentando di “convincerci” che il diminuire i treni e rubandoci sadicamente 1 ora e 40 minuti al giorno sia un «potenziamento del servizio» e le nostre richieste di ristabilire almeno il livello di servizi attuale sono considerate alla stregua di pretestuose ed egoistiche pretese di quattro comari inacidite. Pertanto chiediamo che, oltre a non essere trattati da miserabili sudditi, ci vengano restituiti dei servizi almeno dignitosi, come riteniamo che debba essere per chi fa abituale (e pagante! aumenti compresi) uso della tratta Torino-Asti. Come, peraltro, richiesto dai Sindaci interessati, quindi dai Rappresentanti Istituzionali di noi Cittadini (anche se, e questo è ancor più grave, anch’essi hanno ricevuto, in pratica, la stessa considerazione riservata a noi “comari”)”. Lettera firmata
Nuovi orari dei treni. L’odissea di una pendolare fra Trofarello e Asti
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