Non sappiamo se ci sono colpe o colpevoli nella scomparsa di Elena Ceste. Certo è che della mamma e moglie di 37 anni non si hanno più notizie ormai da due mesi, da quel 24 gennaio da quando la donna è sparita dalla sua abitazione in regione San Pancrazio, a Motta di Costigliole. Due mesi nel corso dei quali ci si è interrogati sulle sue sorti, in cui il marito Michele Buoninconti, ormai protagonista dei rotocalchi televisivi, ha dato diverse versioni dei fatti, o meglio a ricostruito una mattinata terribile aggiungendo o togliendo dettagli, in cui Elena da normale madre, con una vita e una famiglia come quelle di molti, si è trasformata in una donna capace di mentire, forse per proteggere i suoi quattro figli che tanto ama. Due mesi in cui le indagini e le ricerche non si sono mai realmente interrotte. Proprio nei giorni scorsi i vigili del fuoco hanno nuovamente scandagliato le sponde del Tanaro. Invano. Mentre i carabinieri indagano a 360°, parlando sempre comunque di allontanamento volontario. La procura sembra si stia muovendo anche nella direzione dell’ istigazione al suicidio “un atto dovuto per compiere determinati accertamenti”. Intanto proprio negli uffici del tribunale sono sfilate numerose persone che sono state interrogate, fra cui il parroco di Motta don Roberto Zappino che in diverse occasioni, anche in sede di confessione, aveva visto Elena. Pubblichiamo l’intervista che il sacerdote ci aveva rilasciato il 7 febbraio scorso. “Elena è una donna dedita alla famiglia e soprattutto ai quattro figli, tutta casa e chiesa”. E’ la descrizione che tutta Motta fa della mamma scomparsa e che ci è stata confermata anche dal parroco del paese don Roberto. Ultimamente sembra però che fosse agitata, un po’ diversa dal solito, anche se non aveva confessato il suo presunto malessere ad anima viva. Lei tanto devota, non si era rivolta neppure al sacerdote per chiedere conforto o consigli. “Ho incontrato la prima volta Elena a novembre in sede di confessione – racconta don Roberto, arrivato a Motta nel settembre scorso – ma quella è stata l’unica occasione spirituale in cui si è rivolta a me. La vedevo a messa oppure a portare i bambini a catechismo, ma nulla più. Soltanto una domenica prima della sua scomparsa ho preso un caffè a casa loro, eppure non sapevo neppure il suo nome”. Nessuno mai, nonostante la sua spiccata riservatezza, avrebbe mai immaginato tanto. “Sono rimasto sorpreso quando venerdì 24 una vicina di casa dei Buoninconti si è presentata in chiesa chiedendomi se avessi visto Elena – racconta il sacerdote -. Durante le celebrazioni del nostro Francesco di Sales si è presentato anche Michele. Non è sceso dall’auto ma io l’ho raggiunto nel piazzale. MI ha detto che stava cercando la moglie sparita dalle 8.15”. Buoninconti ha raccontato che nella notte Elena non si era sentita bene chiedendogli di accompagnare i bimbi a scuola; il marito a Costigliole sarebbe andato anche a pagare la mini Imu, che scadeva proprio il 24 gennaio. Fra le 8.30 e le 8.50 sarebbe tornato senza trovare più la donna. I coniugi erano d’accordo che al rientro dalle commissioni sarebbero andati dal medico, programma che non si è mai avverato. “Michele mi ha detto di aver raccolto da terra gli indumenti della moglie trovati vicino al cancello e di essersi messo al volante per cercarla – continua don Roberto – e solo in un secondo momento, tornato a casa, si sarebbe accorto che fra i vestiti c’erano anche gli occhiali da vista della donna, miope, da cui non si separava mai”. In casa poi, oltre alla fede anche documenti e soldi. Don Roberto ci svela poi di essere andato a trovare l’uomo nella stessa serata: “Michele era appena rientrato da cercare la moglie con le torce nelle campagne, insieme a vicini e parenti”. Sono i primi momenti della scomparsa e la speranza era quella di ritrovare la casalinga nel giro di poche ore. Non è andata così e da allora Motta si è trasformata in un circo mediatico che ha travolto anche don Roberto, intervistato da giornalisti Rai e Mediaset. A noi racconta di una famiglia, quella dei Buoninconti, molto religiosa, tanto che Michele, domenica 26 gennaio, accompagnato dai quattro figli, è andato a messa e ha fatto una lettura, mentre uno dei bimbi ha servito come chierichetto. Elena però non sempre si vedeva nella parrocchia di Motta. Spesso a causa di impegni di gestione familiare, sceglieva di partecipare alla funzione di Santa Margherita, lasciando andare da soli marito e figli alla messa grande in paese. Proprio a quella fede tanto sentita e ai familiari si sta aggrappando oggi Michele. Uno sforzo di normalità che riversa soprattutto sui quattro figli, la più grande frequenta la terza media, il secondogenito la prima media, il terzo la terza elementare e la più piccola l’asilo. “I bambini frequentano l’oratorio e il catechismo anche in questi giorni – racconta il sacerdote -. Li vedo spesso in parrocchia mentre Michele ha scelto di essere più riservato, non lasciando quasi mai la sua casa”. Anche don Zappino non sa capacitarsi di un mistero tanto fitto. “Nessuno sa cosa sia successo – commenta -. Forse Elena, donna particolarmente sensibile, ha dato retta a voci di paese o insistenze da parte di qualcuno che un’altra persona avrebbe ignorato. Magari, ma è solo un’ipotesi, per proteggere la reputazione della sua famiglia si è lasciata convincere ad allontanarsi”. Ma allora perché non lasciare neppure un messaggio e non cercare di contattare la famiglia in questi giorni? E’ la domanda che si pongono tutti, anche don Zappino. E poi c’è l’altro mistero, quello legato al suo profilo Facebook. Fino a qualche tempo fa Elena, come confermato da compaesani e, in tv, anche dai parenti, era attiva in rete, tenendo i contatti con cugini e magari anche amicizie virtuali. Poi la pagina è stata bloccata all’improvviso e ogni traccia di sue recenti pubblicazioni è stata cancellata. Perché? Forse si nasconde nel mondo virtuale la reale scomparsa della donna. Ulteriori approfondimenti sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 28 marzo 2014.
Dopo due mesi nessuna traccia di Elena Ceste
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