“Dei sospetti sul mio conto, di quello che dice la gente non frega nulla. Non guardo la tv e non seguo più niente. Io ho la coscienza pulita anzi candida e le opinioni che altri hanno su di me non possono intaccare questa mia convinzione”. Era il 21 marzo scorso quando Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, aveva fatto queste dichiarazioni al nostro giornale. Parole che potrebbero stridere con la posizione attuale dell’uomo, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Un atto dovuto, come sottolinea la Procura di Asti, che permetterà ulteriori accertamenti e che garantisce la posizione dello stesso Michele (è infatti un atto che consente all’indagato di nominare un proprio consulente a difesa). Da quella mattina del 24 gennaio scorso, data in cui sua moglie era sparita dalla villetta di strada San Pancrazio che domina la piana di Isola dove sabato è stato ritrovato il suo corpo, Buoninconti, vigile del fuoco di 43 anni, ha parlato più volte con i giornalisti, raccontando le sue verità. Il lunedì dopo la scomparsa lancia un primo appello dalle telecamere di Rai e Mediaset: “Se qualcuno l’ha portata via, spero solo si renda conto che è una mamma di quattro figli, che abbiamo bisogno di lei, che lui ne può trovare un’altra”. Un mese prima, il 21 febbraio, invece, Buoninconti ci apre le porte della sua casa, dalle cui finestre ci si affaccia su località Chiappa e in lontananza si scorge quel lembo di terra che ha fatto da sepolcro a Elena. Michele in quell’occasione ci svela come aveva conosciuto la moglie, il 15 maggio 1996, quando lui lavorava a Torino, dove la donna allora viveva. Al tempo Michele non era ancora entrato nei pompieri ed era un’autista di bus, poi è stato trasferito a Firenze, Napoli e infine a Roma per i corsi da vigile del fuoco. Elena andava a trovarlo ogni volta che poteva. “Erano più le volte che veniva lei a trovare me, che il contrario; appena poteva, mi raggiungeva per un fine settimana insieme. Per un certo periodo il nostro è stato un amore a distanza”, ha raccontato alla nostra giornalista Martina Tartaglino, sottolineando poi come Elena fosse una mamma dolce “che farebbe di tutto per i figli”. Buoninconti ha poi ricostruito quella ultima notte insieme: la donna gli avrebbe confessato di aver ricevuto attenzioni e pressioni da due uomini, con cui aveva ripreso i contatti l’anno scorso: “Non permettere che mi portino via!”, avrebbe detto queste parole al marito. E poi: “Sento delle voci in testa che non mi lasciano stare, dicono che sono una cattiva mamma. Per una debolezza che ho avuto!”. Una versione quella di Michele che, ovviamente non potrà mai essere confermata dalla diretta interessata. Buoninconti in quell’occasione è un fiume in piena e racconta anche di un video ricattatorio: “Elena aveva paura di non essere una buona madre e non una buona moglie”. Il vigile del fuoco sostiene inoltre che quella notte Elena non era stata bene “Le avevo detto che la portavo dal medico, ma forse le ho dato l’impressione di non prenderla sul serio. Sono stato ad ascoltarla tutta la notte, eppure ancora oggi non so capacitarmi di quello che diceva, stentavo a riconoscerla. So solo che mia moglie mai avrebbe lasciato così la sua casa, la sua vita. Non so spiegarmelo. Passo il tempo a pensare a tante cose: se fosse andata via da sola perché lasciarmi i vestiti, gli occhiali e la borsa qui? Qualcuno avrebbe dovuto vederla se si fosse incamminata, all’incrocio e anche verso Santa Margherita ci sono dei cani che abbaiano sempre”. Siamo a meno di un mese dalla scomparsa della donna. “Ogni tanto faccio un giro dietro la casa, nei boschi: se c’è uno scatolone abbandonato ci guardo dentro. Non riesco a darmi pace, voglio ritrovarla. Prego perché sia viva” ha concluso. Buoninconti non ha però solo parlato con i giornalisti. In qeusti lunghi mesi di indagini, i carabinieri del comando provinciale di Asti e il sostituto procuratore Laura Deodato lo hanno ascoltato più volte, colloqui strettamente riservati. Ma questo è il passato di una vicenda dal più triste degli epiloghi. Un passato che non dipana i dubbi e non risponde alle domande che tutti in queste ore si fanno. Come è morta Elena? Il suo corpo, riconosciuto solo grazie al test del dna, era lì dal 24 gennaio oppure è stato portato in un secondo momento? Domani, sabato 25 ottobre, Francesco Romanazzi, direttore della medicina legale, che ha ricevuto l’incarico dalla Procura di Asti, eseguirà l’esame autoptico volto a chiarire proprio questi aspetti. Stella Palermitani
Morte di Elena Ceste. Il marito indagato per omicidio
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