La raccolta differenziata è una – buona – pratica sempre meno in voga nel comune di Asti. Dopo gli eccellenti risultati ottenuti negli scorsi anni (nel 2006 Asti è risultata il “Miglior Capoluogo Assoluto” a livello nazionale nella classifica dei “Comuni Ricicloni” di Legambiente), la tendenza si è tristemente invertita e oggi la percentuale della nostra raccolta differenziata è scesa al 59%, sei punti in meno rispetto al 65% previsto dalla normativa nazionale (art. 205 D.lgs 152/2006). Il Comune di Asti, in collaborazione con Asp e Gaia, ha quindi deciso di promuovere la campagna informativa “Obiettivo 65” per riportati i valori della differenziata agli ottimi livelli registrati in passato e aumentare la consapevolezza dei cittadini sul valore ambientale, sociale ed economico che ricopre una buona raccolta. 10 ANNI DI PORTA A PORTA: TRIPLICATA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA Il 2005 è stato l’anno zero per la raccolta di rifiuti porta a porta nel territorio comunale. Una svolta per la differenziata, salita dal 20,85% con il precedente sistema di raccolta stradale fino al 60,6% del 2005 e il 62,1% registrato nel 2006. Un trend positivo che portò, nel 2008, alla premiazione di Costigliole d’Asti come il comune più riciclone d’Italia con il 73,09% di R.D. Nel 2014 la speciale classifica è stata vinta dal comune di Ponte delle Alpi (prov. Belluno) con una raccolta pari all’85 %. Il miglior comune dell’Astigiano è risultato Belveglio (in 70° posizione nella classifica nazionale con il 79,25%) seguito da Valfenera (113° con il 75,24%). Novara, con una raccolta del 70,67%, è risultato il capoluogo più efficiente del Piemonte. SENZA LA DIFFERENZIATA: PIAZZA ALFIERI SOMMERSA DA 11 METRI DI RIFIUTI I promotori della campagna hanno simulato la mole di rifiuti che si sarebbe accumulata se non fosse stata pressata e finita direttamente in discarica: 217.000 metri cubi, tanti da riempire piazza San Secondo (con una superficie di 2.900 m2) per 75 metri di altezza, piazza Alfieri (superficie 19.500 m2) per 11 metri e piazza Campo del Palio (superficie 48.500 m2) fino a 4 metri. Altrettanto eloquente è il risparmio ottenuto grazie al metodo porta a porta: senza l’attuale raccolta differenziata, che ha un costo di circa 3 milioni di euro, se la percentuale di differenziata fosse rimasta al dato del 2002 (20,85%), vista l’attuale quantità di rifiuti e i costi per lo smaltimento avremmo speso circa 6 milioni e 260 mila euro, quasi il doppio rispetto alla corrente gestione. Particolarmente importante è la differenziata dell’organico, che costituisce il 25% del peso totale dei rifiuti. Oggi la percentuale è ferma al 17,50 % sul totale, pari a circa 6 milioni di Kg, che si traduce in una perdita di almeno il 7,5 % di raccolta pari a 450.000 kilogrammi. CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE A TAPPETO La campagna “Obiettivo 65” conquisterà gli spazi cittadini: è prevista l’affissione di manifesti, alcuni dei quali contenti immagini a forte impatto come le piazze di Asti con e senza rifiuti, cartelloni pubblicitari installati sulle fiancate dei pullman di linea e, dal 17 al 30 aprile, ecovolontari comunali e personale dell’ufficio Ambiente del Comune di Asti e Gaia distribuiranno materiale esplicativo e di informazione. Il battage si completerà con l’uscita sui giornali locali delle immagini delle piazze coperte dai rifiuti ed è in programma un evento di chiusura organizzato dal Comune in collaborazione con ASP e GAIA. “E’ NECESSARIO UNO SCATTO D’ORGOGLIO” Gli attori principali del ciclo rifiuti chiedono uno sforzo per far tornare Asti ai primi posti nella raccolta differenziata. “Ci vuole uno slancio d’orgoglio, stiamo abbassando la guardia ma ci sono senz’altro ampi margini di miglioramento”. Il sindaco Brignolo mette in guardia: “Crediamo nello strumento comunicativo, ma anche sanzionatorio: infatti abbiamo istituito con Asp un gruppo di Ispettori Ambientali addetti ai controlli. Tutto per ricordare che una raccolta differenziata fatta male ricade per centinaia di migliaia di euro sulle tariffe applicate ai cittadini”. Gli fa eco l’assessore comunale all’Ambiente Maria Bagnadentro:“L’obiettivo di portare al 65% di raccolta differenziata è una tappa di un percorso dove l’Europa ci chiede, entro il 2020, di arrivare al 50% di reale recupero di materiale, ovvero della preparazione per il riutilizzo dei flussi di rifiuti”. “Produciamo inoltre più rifiuti di quel che ci è consentito – prosegue il presidente ASP Paolo Bagnadentro – si tratta quindi di contenere questa pressione con atteggiamenti appropriati e diffusi e quindi l’alleanza con i cittadini diventa strategica. Una città dove si fa una buona raccolta differenziata è certamente una città che dà lavoro, è più presentabile e vivibile”. “Con i nostri impianti – conclude il presidente di Gaia Luigi Visconti – siamo quelli che “toccano con mano” la qualità dei rifiuti. Lo smaltimento comporta un costo ma la valorizzazione permette anche un ricavo, a patto che sia una merce con una bassa incidenza di impurità. Oggi è buona per la carta, sotto il 5%, accettabile per la plastica, sotto il 20%, decisamente da migliorare per l’organico, sopra l’8%. Il trattamento dei rifiuti, condotto a regime, con investimenti negli impianti di valorizzazione (San Damiano d’Asti e Valterza) può creare utile positivo (quest’anno 500.000 euro) con ricadute sensibili”. Fabio Ruffinengo
Differenziata e “Obiettivo 65” ad Asti
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