Le Fiamme Gialle della Brigata di Canelli hanno concluso una mirata attività ispettiva nell’ambito dell’impiego della manodopera irregolare in tutta la filiera enologica, dalla viticoltura alla trasformazione dell’uva, alla costruzione di macchinari per il trattamento della materia prima, in un territorio che vanta di avere dato i natali al primo spumante italiano docg nonché ad altri vini pregiati. L’area della coltura della vite, di recente inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità, registra, segnatamente, una consistente presenza di cittadini stranieri nel periodo della vendemmia, con evidenti problematiche di ordine pubblico nel Comune di Canelli e in quelli limitrofi. I militari, attraverso un’azione d’intelligence volta a tracciare le criticità del fenomeno dell’utilizzo di manodopera agricola straniera, hanno individuato una serie di cooperative agricole, rette per lo più da stranieri e spesso classificate come “evasori totali”, prive di attrezzature, facili da costituire in quanto richiedono un investimento minimo di capitale e in grado di offrire una vasta platea di braccianti agricoli comunitari e stranieri retribuiti a basso costo, circa sei euro all’ora. Le aziende agricole utilizzatrici della manodopera irregolare sono attratte da tale offerta, sia per i prezzi praticati, sia per la flessibilità dei loro lavoratori disponibili a prestare la propria opera anche per dodici ore al giorno e, talvolta, senza fruire di alcun riposo settimanale. La necessità di arginare il fenomeno dell’irregolare somministrazione di manodopera e di tutelare le imprese che rispettano le regole vede impegnati i Finanzieri di Canelli da circa un anno. Le cooperative formalmente operano con contratti di appalto ma, di fatto, svolgono le stesse funzioni delle agenzie interinali. L’agenzia interinale, per effetto delle vigenti normative che è tenuta ad osservare, offre la manodopera agricola ad un costo di circa 18 euro l’ora, contro i circa 6/8 euro della cooperativa. Tale architettura determina la sottrazione di base imponibile ai fini delle imposte e dei contributi previdenziali dovuti, la cui quantificazione complessiva è stata elaborata in collaborazione con un team messo a disposizione dalla Direzione Provinciale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di Asti. Sulla base di queste premesse, l’attività di verifica svolta nei confronti di una cooperativa appaltatrice di servizi ha evidenziato il ricorso a prestazioni di manodopera non retribuita pari ad oltre 12.500 giornate uomo, per le quali non sono state operate e versate ritenute alla fonte per un importo di oltre 120.000 euro. La condotta illecita posta in essere dalla Cooperativa ha coinvolto 144 aziende agricole e 106 lavoratori impiegati in nero. Dall’attività ispettiva è emersa una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 750.000 euro, ed un’Iva dovuta di oltre 160.000 euro. Di conseguenza, il presidente della cooperativa è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per dichiarazione infedele. I militari, inoltre, congiuntamente al Nucleo ispettivo dell’Inps di Asti, hanno contestato al presidente della cooperativa e alla cooperativa omessi versamenti di contributi dovuti ammontanti ad oltre 706.000 euro, cui vanno aggiunte le sanzioni dovute per l’impiego irregolare dei 106 lavoratori in nero pari a circa 312.000 euro. L’azione di contrasto delle Fiamme Gialle al fenomeno dell’impiego di manodopera in nero nel settore vitivinicolo continua nell’ambito del più ampio piano di azione a tutela del distretto industriale di Canelli/S.Stefano Belbo.
Manodopera irregolare nella filiera enologica: la finanza scopre 106 lavoratori in nero
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