“Ho appreso dal sito web del Comune di Nizza Monferrato che dal 22 al 25 aprile si svolgerà a Nizza Monferrato (AT) la “Fiera del Santo Cristo” un evento che, ispirandosi a un sentimento religioso, propone anche appuntamenti profani tra cui esposizione di autovetture, attrezzature per agricoltura, enologia e giardinaggio, festa della torta verde, mercatino dell’antiquariato, inaugurazione di una galleria d’arte, visite guidate a siti storici e artistici nicesi e “L’Aia in Città”, esposizione di animali da cortile. Sono sempre di più le amministrazioni comunali che deliberano regolamenti tutela animale contrari a esposizioni e vendita di animali in fiere, feste, mercati mandando un segnale di civiltà che consiste nel non considerare gli animali oggetti da esposizione. Come se non bastasse la zootecnica che li alleva al pari di oggetti seriali e li macella nell’ombra di periferici mattatoi, bisogna anche esibirli, fingendo che siano felici di essere merce. Le fiere di animali sono spesso scambiate erroneamente per manifestazioni a carattere ambientale dove poter avvicinarsi agli animali la cui prigionia forzata pretende di essere spacciata per amore nei loro confronti. Gli organizzatori li esibiscono con l’orgoglio di portare avanti una tradizione locale, di riportare in luce gli “antichi valori” trascurando volutamente l’ingiustizia praticata nei loro confronti. L’aggravante di queste fiere è che diventano un alibi per fare didattica: mostrare al pubblico infantile gli animali, permettere che siano accarezzati, senza raccontare loro la cruda verità: il macello. Se ci mettiamo dal punto di vista di bambini e bambine, ci accorgiamo che i loro occhi certamente vedono gli animali, forse mai visti prima così da vicino, ma li vedono ingabbiati, recintati, legati, incatenati, reclusi e impossibilitati a esprimersi secondo la propria etologia. Le esposizioni di animali non sono certo una passeggiata di piacere per alcun animale che si trova costretto a stress per ore e giorni al servizio dell’essere umano. L’esibizione di animali in cattività è profondamente diseducativa poiché fa sì che si interiorizzi l’idea della sopraffazione dell’uomo su altri esseri viventi indifesi ritenendola legittima. Il rispetto e la protezione degli animali liberi è invece il fondamento per instaurare rapporti di armonia e di pace anche tra esseri umani. Per conoscere gli animali ci sono documentari di alto livello scientifico e didattico che svelano il comportamento di queste creature senza sradicarle dal loro ambiente naturale. In Italia esiste la Rete dei Santuari di Animali Liberi che accoglie animali salvati da allevamenti, macelli, laboratori di sperimentazione animale, situazione di sfruttamento di ogni sorta: qui gli animali vivono e muoiono felici, attorniati dall’amore sincero e incondizionato di chi li cura. I santuari e i rifugi per animali nel mondo sono tanti ma mai abbastanza per salvare tutte le vite che meriterebbero di essere salvate tuttavia funzionano bene, fanno progetti didattici, sono aperti alle visite del pubblico e insegnano una convivenza interspecifica tra esseri umani e non umani nel segno della pace e della nonviolenza. Questi sono i luoghi in cui gli animali si conoscono per come sono veramente e nulla hanno a che fare con mattatoi, fiere, gare, fattorie didattiche, circhi, zoo o altri simili appuntamenti che non sono certo luoghi di piacere per esseri umani e non umani” Paola Re
Proteste animaliste per la fiera del Santo Cristo di Nizza Monferrato
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