Domenica 25 novembre alle 16,30 si terrà al Teatro Alfieri di Asti la cerimonia conclusiva del Premio Asti d’Appello, giunto alla decima edizione e organizzato dall’omonima associazione. Questi i “Magnifici Sette” in gara: “L’uomo di casa” di Romano De Marco (Piemme editore), finalista al Premio Scerbanenco, “L’inventore di se stesso” di Enrico Palandri (Bompiani), dal Premio Bergamo, “Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi) e “Questa sera è già domani” di Lia Levi (Edizioni E/O), entrambi dal Premio Strega, “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio, selezionato dal premio Rapallo, “Mangereta” di Adalberto Maria Merli, dal premio Cortina e “Le vite potenziali” di Francesco Targhetta (Mondadori) dal Premio Campiello. Escluso dalla gara a norma di regolamento “Da soli” di Cristina Comencini, edito da Einaudi, perché l’autrice per problemi di lavoro non potrà essere presente ad Asti. A giudicare le opere sarà come sempre una doppia giuria: popolare e togata. La prima è formata dai soci dell’Associazione del Premio Asti d’Appello, ai voti dei quali si sommano le valutazioni espresse dalla giuria giovane, composta dagli studenti di sei scuole superiori dell’astigiano e della Scuola di Applicazione d’Arma di Torino, oltre che da un gruppo di detenuti della casa circondariale di Quarto d’Asti. A comporre la giuria togata: Luciano Violante, Magistrato e già Presidente della Camera dei Deputati, Domenico Manzione, Magistrato e politico, Paolo Rampini, Presidente sezione civile Tribunale di Asti, Mario Barbuto, già Presidente della Corte d’Appello di Torino, Alberto Perduca, Procuratore della Repubblica di Asti, Giancarlo Girolami, Presidente del Tribunale di Asti, Giorgio Vitari, già Procuratore della Repubblica, Carlo Federico Grosso e Cristiana Maccagno, Avvocati del Foro di Torino. Domenica a teatro, durante la cerimonia, gli scrittori terranno un’arringa davanti al pubblico e alla giuria togata: dalla somma dei voti delle due giurie, “ponderati” secondo il rapporto matematico tra numero di giuristi e numero dei giurati popolari e giovani, emergerà il vincitore del premio di 10 mila euro. Come già lo scorso anno, al romanzo più votato dalla giuria popolare andrà in premio un’esclusiva penna stilografica Aurora Hastil, vera e propria icona del design italiano, grazie al prezioso sostegno di Cesare Verona, presidente e amministratore delegato di Aurora, storica azienda che produce a Torino prestigiose penne stilografiche. Il Premio si avvale della preziosa collaborazione di Alberto Sinigaglia, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. A chiudere la cerimonia in teatro lo spettacolo “I peccati di Rossini” con Cinzia Forte soprano, Sandro Cappelletto voce narrante e Marco Scolastra pianoforte. Testo e drammaturgia di Sandro Cappelletto, musica di Gioachino Rossini. Cinzia Forte, napoletana di nascita e romana di adozione, studia al Conservatorio e si diploma in Pianoforte e Canto Lirico. Vince numerosi concorsi internazionali tra cui il Concorso “Giacomo Lauri-Volpi” di Latina (Primo Premio) e il Concorso “Adriano Belli” di Spoleto. Dopo il debutto, avvenuto al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, viene invitata dai più prestigiosi Teatri e istituzioni concertistiche internazionali come il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e La Fenice di Venezia. Soprano lirico di coloratura, è apprezzata interprete di ruoli del belcanto italiano. Il suo repertorio comprende opere di Bellini, Donizetti e Rossini . Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, laureato in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con Robert W. Mann. Come autore ha pubblicato numerosi volumi. Autore di trasmissioni per Rai-Radio Tre e per Rai 5, è attivo come scrittore per il teatro e per il teatro musicale, collaborando con numerosi compositori contemporanei. È Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana di cui è stato direttore artistico. È stato direttore scientifico per il volume Musica, all’interno della collana “Il contributo italiano alla storia del pensiero” (Treccani, 2018). Giornalista professionista, scrive per il quotidiano La Stampa, dirige Studi Verdiani ed è Accademico di Santa Cecilia. Marco Scolastra, diplomato al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia, si è esibito per importanti istituzioni musicali italiane e straniere sia come solista che in formazioni cameristiche e con orchestra. Dal 1993 suona stabilmente in duo pianistico con Sebastiano Brusco e dal 2000 svolge intensa attività concertistica con l’attore Elio Pandolfi. Ha collaborato con grandi nomi della musica e del teatro quali Vadim Brodski, Renato Bruson, Sandro Cappelletto, Arnoldo Foà, Quartetto d’Archi del Teatro San Carlo, Ugo Pagliai e altri. Sue esecuzioni e registrazioni sono state trasmesse da emittenti nazionali ed estere. A condurre la serata Chiara Buratti: attrice e giornalista, si divide tra televisione, cinema e soprattutto teatro. Come conduttrice è uno dei volti di Rai Cultura. La cerimonia sarà preceduta da un incontro con gli autori che si terrà alle 15 in Sala Pastrone, durante il quale sarà possibile porre domande e farsi autografare i libri. Chi non è socio del Premio potrà accedere alla cerimonia ritirando a partire da martedì 20 novembre le apposite contromarche, disponibili fino ad esaurimento presso la biglietteria del Teatro Alfieri, aperta con orario 10,30-16,30 dal martedì al giovedì.
Cerimonia conclusiva del Premio Asti d’Appello
cultura
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