Parco agrisolare, c’è tempo fino al 9 aprire per presentare le domande
C’è tempo fino alle 12 di giovedì 9 aprile per presentare le domande di accesso ai contributi per realizzare impianti fotovoltaici sulle coperture di fabbricati agricoli o agroindustriali, un intervento che con oltre 5.500 domande arrivate al Ministero dell’Agricoltura in soli tre giorni dimostra l’ampio interesse del settore per l’energia. La dotazione, nell’ambito del PNRR, della misura “Facility Parco Agrisolare”, è di 789 milioni di euro e si aggiunge al bando precedente.
“Si tratta di una misura che diventa ancora più importante visto l’aggravarsi delle tensioni internazionali, l’aumento dei costi per l’approvvigionamento energetico e la situazione di incertezza – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – La realizzazione degli impianti a energia solare sulle coperture dei fabbricati agricoli e agroindustriali, cioè senza dedicare a questo scopo terreni destinati alla produzione alimentare, consentirà alle imprese agricole di abbattere i costi energetici senza rinunciare a suolo agricolo produttivo, rimuovere parti in amianto/eternit e contribuire all’aumento della generazione di energia ‘pulita’. Confagricoltura – aggiunge Allasia – è sempre stata tra i principali sostenitori del progetto Agrisolare, sin dalla sua genesi, e l’interlocuzione del Governo italiano con le istituzioni europee, da noi sempre supportata, ha consentito di ottenere un significativo aumento delle risorse”.
Il nuovo bando può finanziare fino a 6mila imprese ed è riservato, come il precedente, a imprenditori agricoli, imprese agroindustriali e gruppi costituiti tramite accordi privatistici. A raccogliere e gestire le domande di contributi è il GSE (Gestore dei servizi energetici), il contributo a fondo perduto può arrivare a coprire fino all’80% dei costi, nel caso di impianti con potenza tra 6 e 200 kWp, al 65% con potenza tra 200 e i 500 kWp e al 50% per potenza tra 500 e 1.000 kWp. Nei contributi che verranno erogati sono inclusi anche interventi collaterali, come la rimozione dell’amianto, sistemi di accumulo e miglioramento dell’isolamento.
Secondo Confagricoltura si tratta di un intervento essenziale nell’attuale scenario politico-economico. Partendo dalle stime previsionali di Eurostat – secondo cui, per il 2025, i costi sostenuti dalle aziende agricole per energia e fertilizzanti si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro – si ipotizzano infatti rincari del 30-40%, ossia un incremento dei costi di produzione fino a circa 2 miliardi di euro. Tale aggravio si aggiunge all’esplosione dei costi già causata dalla guerra russo-ucraina nel 2022 e ad oggi mai rientrata.
“In questa fase – conclude Allasia – è fondamentale che le istituzioni europee e nazionali accompagnino il settore agricolo con strumenti adeguati a sostenere la competitività delle sue imprese. Perché difendere la capacità produttiva delle aziende significa garantire stabilità alle filiere agroalimentari e sicurezza negli approvvigionamenti”.