Cantachiaro, quando la passione per la musica si trasforma in occasione di solidarietà
C’è un appuntamento che, anno dopo anno, riesce a riunire generazioni diverse sotto lo stesso tetto: è il Cantachiaro, che anche questa volta ha regalato al folto pubblico presente un pomeriggio ricco di emozioni, sorrisi e talento. La manifestazione, giunta alla sua 31ª edizione, è la prova di come la passione per la musica possa diventare un’occasione di incontro, ma anche di solidarietà. Ad accendere la scena è stata, come da tradizione, una parentesi teatrale a cura della pro loco, pensata per introdurre la serata con leggerezza e ironia. Per l’occasione, il racconto scelto per quest’anno ha preso spunto da uno dei capisaldi della letteratura italiana, “I Promessi sposi”, qui trasformato in una versione brillante e divertente dove, nelle vesti dei suoi personaggi più celebri, hanno recitato: Piero Parena, ad impersonare Renzo; Piero Carlevaro, nei panni di Lucia; Gianluca Rebaudengo come don Abbondio, a sua volta accompagnato dal suo inseparabile cagnolino, Mauro Oggero. Sul palco, anche Maria Duca e Ilaria Wichmann, nei ruoli dei bravi; Giuseppe Marucco (don Rodrigo); Luca Marcanzin (l’Innominato); Orietta Cantino (madre di Lucia); Morena Zulian (monaca di Monza); Giuseppe Cordella (il sacrestano); Irene Slanzi (la Provvidenza). Dietro le quinte, a coordinare il lavoro scenico, Gabriella ed Elena Zanardo, mentre le musiche sono state curate da Filippo Costa. Costumi e scenografie hanno contribuito a dare colore e ritmo alla rappresentazione grazie all’impegno di Adriana Gallione, Luisa Vanin, Manuela Cavanna e Adriano Cavanna. Al termine del momento teatrale, la scena è passata ai veri protagonisti della giornata: i giovani cantanti del territorio. Il festival musicale, infatti, rappresenta il cuore dell’iniziativa, nata proprio con l’obiettivo di valorizzare le voci di bambini e ragazzi. L’idea porta la firma di Adriano Cavanna che, negli anni, ha trasformato questo progetto in una tradizione in grado di unire spettacolo e impegno sociale. L’intero ricavato dell’evento verrà destinato al Sermig (Servizio Missionario Giovani) di Torino. Il percorso che porta al palco, in realtà, non si esaurisce nella giornata dello spettacolo. Per mesi, durante l’inverno, i giovani si incontrano all’oratorio per prepararsi: tra prove, studio dei brani, esercizi di canto e momenti di condivisione. Un lavoro sostenuto dalle famiglie, dagli organizzatori e dalla comunità parrocchiale guidata da don Emanuele Baviera. A seguire la preparazione musicale è stata la maestra Gabriella Bosso, affiancata da un gruppo di musicisti che ha accompagnato dal vivo le esibizioni: Filippo Chilo alla batteria, Claudio Castellano alle percussioni, Viviana Musso al basso, Davide Piccinino alle chitarre elettrica e acustica, Matteo Moro alla chitarra acustica e all’ukulele, Davide Busato e Mario Moro alle tastiere e Rachele Busato alla voce. Un contributo artistico è arrivato anche da Valerio Gentile, mentre la parte tecnica è stata seguita da Gianluca Alasio e Mara. Un pensiero speciale è stato rivolto a Pino Luongo, impossibilitato a partecipare. Durante il pomeriggio è intervenuto anche il sindaco Maurizio Marcanzin, che ha voluto salutare il pubblico e ringraziare tutti coloro che, da sempre, rendono possibile questa iniziativa. “Sono i momenti come questi che rafforzano il senso di comunità”, ha dichiarato. A condurre lo spettacolo è stata Morena Zulian, che ha accompagnato con energia e simpatia: Annachiara Busato con “Altrove”, Aurora Rebaudengo e Caterina Marcanzin con “Amaro”, Maddalena Romano con “Balorda nostalgia”, Noemi Tonello con “Bianco con il giallo”, Emma Torsiello e Noemi Brancato con “Caramello”, Margherita Cantamessa Reiso con “Ci pensa il vento”, Elena Urzica, Ramona Hagiu e Sofia Taravella con “Cuoricini”, Camilla Quilico con “Fango in paradise”, Fabio Cadeddu con “La guerra di Piero”, Beatrice Cerrato con “Le cose in comune”, Riccardo Marucco con “Rossetto e caffè”, Lorenzo Gentile con “Scrivile scemo”, Andrei Bejan con “There’s nothing”, Irene Tonello con “Una parola magica” e Mary Edomwonyi con “Zombie”. Inutile dire che ogni esibizione è stata accolta da applausi calorosi, segno dell’affetto con cui il pubblico segue questa manifestazione.
Prima dei saluti finali sono arrivati anche i ringraziamenti al Comune, che ha messo a disposizione il salone, e al Comitato Palio per l’allestimento della sala. La giornata si è conclusa con un momento semplice ma simbolico: tutti insieme attorno a una tazza di cioccolata calda, tra chiacchiere e sorrisi, con la promessa di ritrovarsi il prossimo anno per una nuova edizione del Cantachiaro.
Emanuela Crosetti