Nel Vangelo di oggi mi colpisce la figura di Gesù, tanto umana e vicina.

Gesù, che ama Maria, Marta e Lazzaro, suoi amici; che si commuove profondamente ed è molto turbato davanti al dolore per la morte di Lazzaro; che scoppia in pianto quando gli dicono di andare a vedere dove è sepolto; che ancora una volta si commuove profondamente incamminandosi verso il sepolcro.

Gesù non è indifferente al nostro dolore, anzi, si avvicina, lo tocca e ascolta, lo condivide.

La sofferenza non viene cancellata ma viene salvata tramite la Parola, riportando vita là dove si pensava che ci fosse solo morte!

Penso a Lazzaro come alle parti di me di cui mi vergogno, alle situazioni in cui non riesco a trovare un senso, alle amicizie ferite.

Penso alla pietra davanti al sepolcro come alla paura, alla sfiducia, alla rabbia, alla desolazione, alle maschere che indossiamo, una chiusura nei confronti del Signore.

La pietra viene spostata dai discepoli di Gesù, suoi amici: anche noi facciamoci aiutare dai fratelli, così che entri luce là dove era buio e possa compiersi resurrezione!