Referendum sulla giustizia, la soddisfazione del Pd astigiano: “Lo schiaffo arriva dai giovani”
Arrivano i primi commenti alla vittoria del No al Referendum sulla Giustizia. Elena Acossato ed Enrico Panirossi, rispettivamente segretaria provincia e coordinatore del circolo astigiano del Pd, hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto.
“Ha vinto il No, ha vinto la Costituzione! Asti ha bocciato la riforma servita a colpi di maggioranza dalla destra di governo. Segno che la maggior parte dei cittadini chiede di maneggiare la nostra Carta fondamentale con cura – hanno dichiarato -. Non si sarebbe arrivati alla vittoria nazionale del NO senza il grande lavoro di informazione svolto dai comitati per il NO; così come ha fatto il Comitato di Asti e provincia, che ha unito nello stesso impegno realtĂ della societĂ civile, associazioni e partiti. Grazie al lavoro di squadra ha tenuto il fronte del NO in provincia, e ottenuto un ottimo risultato nel capoluogo. Un ringraziamento particolare ai volontari che hanno incontrato le persone ai banchetti, ai magistrati e avvocati che hanno animato i dibattiti pubblici di questi mesi di campagna referendaria. Il risultato racconta anche un’altra storia: le forze progressiste sanno raggiungere obiettivi ambiziosi quando condividono un percorso. Ora occorre replicare la formula vincente per le prossime sfide elettorali. Ascolto, competenza e impegno sono le parole chiave su cui concentrare l’impegno. Insieme”.
Maria Ferlisi: lo schiaffo arriva dai giovani
Anche Maria Ferlisi, consigliere comunale di minoranza in seno al Partito Democratico non nasconde la soddisfazione, arrivata soprattutto dal voto espresso dai giovani.
“I dati del Referendum 2026 parlano chiaro: la riforma della Giustizia si ferma qui. Ancora una volta, toccare la Costituzione senza un vero consenso ampio si è rivelato un boomerang politico, il metodo ha fallito: l’esperienza del 2016 sembra non aver insegnato nulla e oggi la destra ne esce decisamente ammaccata – ha commentato -. Ma il vero dato politico è lo schiaffo arrivato dai giovani. Nonostante l’Italia sia tra i pochi Paesi in Europa a non agevolare il voto dei fuorisede, i ragazzi hanno risposto in massa:il 61% della fascia 18-34 anni ha votato NO. Un segnale potentissimo da parte di chi è meno ascoltato dalla politica, ma ha dimostrato di avere le idee chiarissime sulla difesa dei principi costituzionali. Nel nostro paese oggi la parola fine l’hanno scritta le nuove generazioni. Non si può cambiare il futuro di chi non viene mai ascoltato”.