Nicola Cisternino è il borghigiano dell’anno del Borgo San Lazzaro
Nicola Cisternino, finanziere in pensione, dirigente calcistico, nato 67 anni fa in Puglia e ad Asti dal febbraio del 1983, è stato nominato Borghigiano dell’anno del borgo San Lazzaro. Nicola esattamente un anno fa, il 19 marzo 2025, ha donato un rene a suo figlio Giuseppe, salvandogli la vita.
Il riconoscimento gli è stato consegnato domenica nel corso della Festa Titolare del Borgo San Lazzaro che si festeggia ogni anno alla quinta domenica di Quaresima in ricordo di San Lazzaro dei Mendicanti, il Santo a cui il Borgo è intitolato.
Il corteo storico completo di vessillo, dame e di tutte le sezioni del gruppo sbandieratori e musici ha fatto il suo ingresso in chiesa partecipando alla sentita celebrazione che ha visto la tradizionale esibizione degli sbandieratori sotto le note del bellissimo inno “Popoli tutti” del coro delle famiglie di San Domenico Savio. Al termine della cerimonia la proclamazione del borghigiano, Cisternino appunto. Quella raccontata durante la proclamazione è la storia di un papà.Una storia fatta di generosità e di amore, un inno alla vita. Un padre che restituisce a suo figlio attraverso un grande gesto d’amore l’anima ai ricordi, ai forse, al cuore che batte, ai progetti, ai sogni, ai disegni di un bambino, ai rumori, alle voci, al presente, a se stesso…alla vita! La malattia genetica, la sindrome di Alport è stranissima, colpisce solo il primogenito maschio. Una quindicina di anni fa il figlio di un carissimo borghigiano ha iniziato a non stare bene. Dopo vari consulti medici gli è stato scoperto questo problema genetico che colpisce soprattutto i reni. Giuseppe adesso ha 37 anni e nel corso dei suoi anni di malattia si è sposato, ha avuto due splendidi figli e lavora in un’azienda del Borgo ma il suo problema di salute è peggiorato con il tempo fino ad arrivare alla dialisi ma anche questa non bastava più. Così è iniziato un nuovo percorso, si è dato il via ai test di compatibilità per il trapianto degli organi. Sono risultati compatibili al trapianto sia il fratello di Giuseppe che il papà. Ma prontamente l’ istinto di Nicola, il papà, fu dire : “Queste cose le deve fare un padre, lo faccio io”. Così è iniziata la trafila in ospedale del nostro caro amico Nicola. Un percorso quello della donazione degli organi, che comporta impegno, motivazione e scrupolose indagini mediche. Era il 19 marzo di un anno fa, l’onomastico del figlio Giuseppe e la festa del papà, quando arrivò il giorno del trapianto. I medici del Centro Trapianti di Torino sono stati fantastici. Alla domanda: “Dove è riuscito a trovare la forza necessaria a compiere un tale gesto?” la rispostadel nostro Nicola denota ancora una volta un amore profondo e un animo nobile di umiltà e di valori profondi: “ Nei miei nipoti che avevano chiesto a Babbo Natale che tutto andasse bene. Nella mia società sportiva, il San Domenico Savio, che il giorno dell’operazione ha portato sul campo proprio il mio nipotino con una maglietta particolare. Ho trovato la forza guardando mio figlio che stava crollando. E non potevo farlo anche io”.Per quanto raccontato, per le emozioni vissute e per l’ esempio di vita il Borgo San Lazzaro gli ha conferito il riconoscimento con la seguente motivazione : per la tua storia di coraggio, forza e straordinario amore. Affinché una vita contraddistinta da dedizione, impegno e passione per la comunità attraverso il tuo “Sando” siano di esempio e modello a tutti i borghigiani.Nicola nel suo discorso oltre a ringraziare tutti ci ha tenuto a sottolineare il grande valore della donazione degli organi soprattutto in un momento dove se ne è parlato non sempre in termini positivi.Un emozionante abbraccio con suo figlio Giuseppe che lo ha raggiunto sull’altare ha commosso l’intera comunità andando a suggellare una giornata in cui lo spirito di attenzione ai bisognosi del Borgo definito dal suo Santo Patrono Lazzaro è stato degnamente celebrato.“Chi salva una vita salva il mondo intero!”A temp e leu!