La celebrazione di San Giuseppe al Santuario
Giovedì 19 marzo, alle 17,30, molti fedeli si sono ritrovati al Santuario di San Giuseppe per assistere con devozione alla Messa del Santo Patrono della chiesa. Ad animare l’Eucarestia, con canti scelti con particolare cura, il Coro del Rinnovamento dello Spirito e all’altare concelebranti, unitamente al vescovo Marco Prastaro, il vescovo emerito Francesco Ravinale e il Provinciale degli Oblati, padre Francesco Russo. Intorno sacerdoti diocesani e giuseppini, fra cui il Rettore della Casa Madre, padre Fiorenzo Cavallaro, padre Luigi Testa, assistente spirituale dell’associazione “San Giuseppe Imprenditore”, e diaconi. Ma prima della celebrazione, a cui ha assistito il sindaco, Maurizio Rasero, a sottolineare l’unione del mondo del lavoro alla figura di San Giuseppe, due sono i discorsi pronunciati.
Fabio Bonanni – Vicepresidente “San Giuseppe Imprenditore”
Per primo prende la parola Fabio Bonanni, vice di Lorenzo Orsenigo alla guida di “San Giuseppe Imprenditore”, associazione che ha la sua sede in Casa Madre giuseppina, che ricorda la motivazione che lega il Santo alla categoria. San Giuseppe viene detto “padre di Gesù, custode della Santa Famiglia, uomo semplice e grande, ma anche lavoratore, artigiano, uomo che ha saputo fidarsi di Dio nella vita di ogni giorno, collega di tutti gli imprenditori, piccoli e grandi, che si impegnano per far vivere le loro famiglie e per dare lavoro ad altre famiglie, non soltanto quindi modello di silenzio e obbedienza, ma modello di operosità, creatività e coraggio. Nel suo laboratorio di Nazaret, ogni giorno, trasformava la materia in opere utili e belle e in strumenti per la vita delle famiglie. E così ricorda che il lavoro non è solo fatica, ma preghiera e partecipazione all’opera creatrice di Dio… Fare impresa significa mettersi in gioco, rischiare, creare, costruire. Significa trasformare idee in realtà, come Giuseppe trasformava il legno in qualcosa di utile e bello. E significa anche portare sulle spalle tante responsabilità: i dipendenti, le loro famiglie, il territorio… Gli imprenditori cattolici trovano la fonte e la guida nella Dottrina Sociale della Chiesa, che da più di un secolo ricorda che l’economia deve essere al servizio della persona e non il contrario. Da Leone XIII fino a Papa Leone XIV, la Chiesa ha sempre detto che l’imprenditore, quando agisce con onestà, vive una “nobile vocazione”, quella di creare lavoro, di generare opportunità, di costruire speranza concreta… Che San Giuseppe, uomo giusto e lavoratore fedele, accompagni le nostre imprese, benedica il nostro lavoro, e ci aiuti a costruire un futuro buono per tutti coloro che ci sono affidati…”.
Lia Merloni – Presidente CNA Asti
Secondo intervento quello dell’imprenditrice di Cossombrato Lia Merlone, riconfermata nel 2025 alla guida della Cna astigiana. “Dopo aver contemplato la figura di San Giuseppe come modello degli imprenditori di ogni dimensione e settore, volgiamo ora lo sguardo a un altro volto del suo lavoro, quello dell’artigiano San Giuseppe, patrono non solo di chi guida imprese manifatturiere, ma anche, più specificamente, di chi lavora con le proprie mani, uomini e donne, che ogni giorno trasformano la materia con pazienza, precisione, fiducia, intelligenza e creatività. Per questo, come Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, siamo qui per rappresentare il mondo delle imprese artigiane, delle officine, dei laboratori, delle botteghe familiari che custodiscono il cuore vivo dei nostri territori e delle nostre comunità, dove si custodiscono i saperi, dove si crea bellezza, mantenendo viva una tradizione culturale con competenza e responsabilità. La CNA, da tanti anni, accompagna gli artigiani nelle loro sfide quotidiane, sostenendoli nella formazione e nell’innovazione, aiutandoli a orientarsi tra norme, burocrazia e cambiamenti del mercato, affiancandoli nella difesa dei loro diritti e nella promozione della loro dignità, incoraggiandoli a crescere, a collaborare, a non sentirsi soli… non solo come servizio tecnico o sindacale ma anche come impegno etico… E la Cna si impegna a promuovere un artigianato onesto, solidale, responsabile, perché ogni scelta ha conseguenze sulla vita delle famiglie e del territorio… e che San Giuseppe, patrono dei lavoratori, illumini le scelte degli artigiani, custodisca le loro famiglie, rendendo fecondo il loro impegno quotidiano…”.
Con l’ingresso dei concelebranti la Santa Messa ha avuto inizio e dalle letture e dal Vangelo con Gesù dodicenne che insegna al Tempio di Gerusalemme ha preso spunto il Vescovo per il suo intervento.
L’omelia del Vescovo
Esordendo don Marco Prastaro ha ricordato che Gesù ha voluto condividere con i genitori la sua condizione umana, con Giuseppe che lo avvia alla quotidianità, alle sane abitudini, al rispetto delle abitudini del tempo… “Giuseppe insegna a Gesù il vivere, l’aprirsi al Signore, quindi quotidianità, per lui, e custodia…”. Ma poi ha invitato a non fare come Maria e Giuseppe che hanno dato per scontato che Gesù, nel viaggio di rientro da Gerusalemme, fosse in cammino con il gruppo. “Dobbiamo vigilare quindi e tornare indietro se ci accorgiamo che c’è qualcosa che non va, chiedendoci se davvero Gesù sta camminando con noi”. L’omelia di don Marco ha toccato anche il tema della pace invitando alla preghiera, ad essere “artigiani della pace” concludendo con un ringraziamento ai padri Oblati per il loro carisma e per il prezioso servizio reso alla Chiesa Diocesana.
Il grazie dei Padri e il concerto vocale
La celebrazione ha avuto anche due interventi degli Oblati, da parte di padre Fiorenzo Cavallaro, Rettore della Casa Madre e del Superiore Provinciale della Provincia Italiana “San Giuseppe Marello”, padre Francesco Russo, che ha ringraziato il Vescovo e tutti i convenuti alla celebrazione.
Poi, ancora in chiesa, prima del consueto rinfresco, spazio al canto liturgico con il debutto, molto apprezzato, di un trio vocale composto dai cantanti Jion Seb, Ckarol e Lorè riuniti sotto il nome de “I Ruah Harmonies”, artisti seguiti dal chitarrista Mario Guida che ha curato l’esecuzione e gli arrangiamenti dei brani proposti.
> Patrizia Porcellan