“Finora avevo preferito ridurre al minimo le mie dichiarazioni pubbliche (anche a me richieste dai giornali), per evitare ulteriori contrapposizioni e polemiche sterili, nella speranza che alla fine il senso di responsabilità prevalesse e si potesse ricostruire una situazione deteriorata. Purtroppo non solo la responsabilità non ha prevalso, ma è venuto meno anche il buon gusto, la coerenza e la memoria.
Se il Sindaco avesse commesso delle scorrettezze amministrative oppure non avesse svolto coscienziosamente il proprio lavoro oppure la popolazione di Mombercelli avesse protestato per qualche motivo, le dimissioni del Sindaco e la convocazione di nuove elezioni sarebbero doverose. Formalmente e pubblicamente qui dichiaro che se qualcuno dimostra che ho commesso errori o favoritismi o abusi amministrativi, immediatamente presenterei le mie dimissioni. Ma sono in piena coscienza convinta che nulla di questo è successo.
Credo che nel definirmi “podestà” il vicesindaco Eugenia Rosso sia incorsa in una brutta caduta di gusto e di stile; e non dico altro al riguardo, ma credo che i cittadini di Mombercelli che un poco conoscono la storia e le vicende di questo paese capiscano a cosa mi riferisco. Per cui: ……non esageriamo!
Certo, non sono un docile agnellino, ho il mio carattere forte, sono abbastanza decisionista, nel lavoro sono organizzata ed organizzatrice, ed ho anche molta memoria, e pur sforzandomi e leggendo nelle molte carte e appunti che tengo sulla scrivania da sindaco (e che a qualcuno davano fastidio), non trovo traccia di proposte del vicesindaco e degli altri assessori “cassate” e neppure di proposte mie cassate dagli altri componenti la giunta; e questo significa che si è sempre lavorato collegialmente e unanimemente. E sempre, da quando io sono Sindaco, tutte le decisioni e tutte le delibere di Giunta sono state prese e approvate alla unanimità. Credo quindi si possa affermare come minimo che quello che si è fatto di buono è merito di tutti, come pure il non fatto e gli errori siano responsabilità di tutti.
Quando all’inizio dell’autunno sono emersi i primi problemi all’interno della Giunta per questa gestione collegiale, l’assessore Graziano aveva proposto (e veniva accettata) di sperimentare una nuova modalità operativa che tendeva a neutralizzare la mia tendenza accentratrice rendendo direttamente e personalmente responsabile ogni assessore nel proprio settore di competenza; due riunioni di giunta alla settimana: nella prima ogni assessore illustra le proprie proposte sulle cose da fare e aggiorna sull’andamento delle cose precedentemente deliberate; nella seconda riunione di Giunta si formalizzano le delibere.
Dopo una riunione del gruppo dei “dissidenti”, il problema non era più la modalità operativa della Giunta, od il rapporto “democratico” con la popolazione, ma il Sindaco (che doveva cambiare, che doveva fare qualcosa, ma che nessuno ha mai detto come o cosa). Poi più nessuna comunicazione ed al termine del Consiglio Comunale del 19 dicembre la “sceneggiata” del Vicesindaco che consegna al Segretario Comunale una lettera chiedendo che venisse protocollata il giorno seguente. La lettera preannunciava la volontà di dimettersi da parte dei consiglieri della maggioranza.
Nei tre articoli che sono usciti sui giornali (ed anche nelle riunioni tra di noi) ho solo ricevuto critiche al mio carattere e non al modo di operare e alle cose fatte da sindaco. E ricordo che il Prefetto quando ha convocato tutto il gruppo di maggioranza ha fatto presente ai dissidenti che chi si assume la responsabilità di amministratore pubblico non può riferirsi a questioni di carattere personale, perché il lavoro amministrativo non può essere condizionato da simpatie o antipatie e deve essere gestito con responsabilità nel rispetto delle leggi e delle regole.
Le uniche critiche precise che mi sono state rivolte da alcuni dei dissidenti sono state: il sindaco vuole controllare tutto; il sindaco non si fida dei tecnici. Non è assolutamente vero ed affermo con convinzione che io mi fido dei tecnici, ma i tecnici aiutano gli amministratori, non si sostituiscono agli amministratori.
La pubblica amministrazione deve essere gestita nel rispetto delle regole e delle leggi. Qualcuno pensa che non debba essere così ? debbo forse interpretare in questo modo una frase di uno del gruppo dei dissidenti: “dobbiamo proprio controllare tutto? in fin dei conti ci conosciamo tutti.” Sono convinta che il cittadino deve essere agevolato in tutti i modi possibili e nel pieno rispetto delle regole, che valgono per tutti. Nello stesso tempo però sono altrettanto convinta che la pubbblica amministrazione non fa favori a nessuno perchè il favore è l’inizio della violazione delle leggi.
Lunedì 10 gennaio alla ARESPAN di Mombercelli non riprenderà il lavoro, e si prospetta un nuovo periodo di cassa intergrazione e mobilità; crisi anche alla LARIA di Cerro Tanaro ed in altre aziende dei paesi vicini dove lavorano anche molti mombercellesi. Con la crisi che sta stringendo tutta l’ Italia, anche il consumo di vino, che è un’altra delle nostre risorse, come tutti gli altri consumi ne risentirà e temo che presto anche qui ne sentiremo le conseguenze.
Io credo siano questi i problemi veri che in questo momento interessano e preoccupano le famiglie di Mombercelli; e che il nostro dovere di amministratori sia di fare il possibile per mantenere il paese unito e solidale, e non di creare ulteriori elementi di divisione con una campagna elettorale.
Facciamo ancora in tempo a fermarci.
I consiglieri dissidenti (o una parte di essi) hanno ancora la possibilità di resistere alle pressioni di chi ha interessi concreti perché Mombercelli non sia più amministrata così. “.
Chiara Castino, sindaco di Mombercelli
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