In questi giorni migliaia di corilicoltori stanno effettuando “la resa della nocciola”, l’operazione di valutazione del loro prodotto. C’era molta attesa di conoscere le quotazioni ufficiali delle Nocciole Piemonte, nella varietà tonda gentile trilobata. Ieri la Camera di Commercio di Cuneo ha fissato il prezzo base in 9,31 euro punto resa per l’Indicazione Geografica Protetta e in 9,07 per il prodotto senza Igp. In pratica, ora, ogni partita di nocciole può essere quotata in base all’effettivo peso del frutto, il gariglio, rapportato a quello del guscio. Per fare un esempio, con il prezzo base di 9,07 euro punto resa e una partita con una resa del 47%, il valore si ottiene moltiplicando 9,07 per 47, vale a dire 426,29 euro al quintale, che aumentano a 437,47 in caso di Igp. “Quest’anno si prospetta un’ottima annata – sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti Asti, Roberto Cabiale -, con rese produttive veramente interessanti e quotazioni in ulteriore ascesa. L’obiettivo di tutti i corilicoltori, e dunque anche nostro, è di riuscire ad avere quotazioni interessanti nel tempo, come per altro avvenuto in questi ultimi anni, in modo da poter mantenere alto l’interesse dei produttori. Infatti, fino a qualche anno fa, la nocciola era una coltura alternativa, sfruttata solo marginalmente dagli agricoltori, oggi invece si coltiva con molta professionalità e rappresenta una fetta molto importante dell’economia agricola provinciale”. Stando ai primi rilevamenti, le nocciole variano molto di calibro, talvolta sono anche di piccola dimensione, ma i gusci sono molto sottili e quindi si registrano rese fino al 48%. “La differenza di calibro è dovuta al lungo periodo di fioritura – sottolinea Maurizio Gucciardo, Tecnico Coldiretti, specialista corilicolo -. Le prime fioriture sono state registrate a dicembre, le ultime a marzo, quindi si sono avute anche tre fioriture”. Tutto questo viene ora premiato dal mercato con quotazioni interessanti. Coldiretti Asti, per garantire un reddito adeguato ai corilicoltori, da quest’anno, punta decisamente sugli accordi di filiera. A febbraio è stata costituita la cooperativa di produttori “Monferrato Frutta” che in questi giorni sta conferendo a pieno ritmo le nocciole al gruppo alimentare alessandrino Novi, Elah, Dufour. “L’accordo con Novi – rileva Cabiale – prevede importanti premialità in base alla qualità. Abbiamo visto come un noccioleto di 10/12 anni possa fornire tranquillamente una resa produttiva attorno ai 20 quintali ad ettaro e questo, unito a un valore costante del prodotto, si traduce in una tranquillità economica per gli agricoltori che ci fa ben sperare per il futuro”. Grazie a Coldiretti e Monferrato Frutta, solo i corilicoltori dell’Astigiano prevedono quest’anno di consegnare alla Novi almeno 3.000 quintali di nocciole. In totale sono interessati circa 200 ettari di noccioleti della provincia di Asti, per un valore del prodotto destinato a sfondare la soglia di 1 milione e 200 mila euro.
Ecco il “punto resa” della nocciola: vale oltre 400 euro al quintale
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