Di luserna lucidata, a forma di fiore con sei petali e la data del 25 luglio 2009: la prima pietra dell’ospedale Valle Belbo è stata posata oggi sotto il sole di regione Boidi a Nizza Monferrato. Resterà in quella posizione per sempre: oggi è solo una buca, ma tra tre anni quello stesso punto costituirà la hall della nuova struttura, i cui sei petali concepiti dall’architetto Maria Luisa Tabasso, responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Asl AT, accoglieranno altrettanti reparti.
Molti i sindaci e gli amministratori dell’Astigiano intervenuti e numerosa anche la schiera di medici di base, personale dell’Azienda sanitaria, volontari, tecnici coinvolti dalla costruzione della nuova opera: a partire dai direttori dei lavori Fulvio Sarago, Giorgio Colletti (impiantistica), Antonio Castellano (opere strutturali) e dall’imprenditore Roberto Ruscalla (la ditta astigiana è a capo del raggruppamento d’imprese che ha da poco aperto il cantiere).
Una cerimonia dal sapore di festa in cui Luigi Robino, direttore generale dell’Asl AT, ha voluto soprattutto ringraziare chi ha fattivamente lavorato al progetto del nuovo ospedale: dai direttori sanitari d’Azienda di ieri (Arossa, Giorgione) e di oggi (Favro, affiancato dal direttore amministrativo Pescarmona) alle responsabili degli ospedali di Asti (Ciaceri) e Nizza (Martino) e così via fino a citare, ad uno ad uno, i proprietari che hanno ceduto i terreni di regione Boidi.
“Al di là di possibili incomprensioni – ha detto Robino alla platea – voglio sottolineare che tutti i sindaci, di ieri e di oggi, hanno collaborato con l’Azienda perché il futuro ospedale potesse diventare una buona opera”. “Questo – ha indicato Mercedes Bresso, presidente della Regione – è un momento di grande soddisfazione: Asti sta sempre più diventando un laboratorio di nuova sanità in cui l’ospedale si integra con il territorio attraverso i sistemi dei Gruppi di cure primarie e delle Case della salute”. Queste ultime continuano a lasciare perplessa la presidente della Provincia Maria Teresa Armosino, che vede invece il nosocomio della Valle Belbo a servizio dell’area acquese: una struttura cioè che, in linea con gli obiettivi dell’Asl, accolga anche i pazienti dell’Alessandrino e del Cuneese. “Nella nostra politica regionale – ha sottolineato l’assessore alla Sanità Eleonora Artesio – gli ospedali non sono contro le Case della salute e viceversa: stiamo costruendo un nuovo sistema, dobbiamo fare tanto e nell’Astigiano abbiamo iniziato a essere concreti”.
Tra tre anni, quando verrà terminato il primo lotto (già finanziato dalla Regione come anche il secondo), l’ospedale sarà pronto non solo ad assicurare prestazioni sanitarie di qualità, ma anche ad avere rispetto dell’ambiente: la presidente Bresso ha preannunciato che la Regione sosterrà l’impiego di tecnologie per la produzione di energia alternativa.
Dopo il saluto delle autorità, la benedizione della prima pietra da parte del vescovo di Acqui mons. Micchiardi (“che il lavoro possa proseguire bene su quest’area e che il personale che opererà in questo ospedale possa essere vicino in ogni momento alle persone malate”).
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