“Dobbiamo ai medici del Cardinal Massaia se oggi, negli ospedali della Costa d’Avorio, è possibile essere operati di protesi d’anca. Questo è solo uno degli aspetti di collaborazione nata negli ultimi due anni con Asti e che vorremmo continuare anche in futuro”. Lo ha detto, durante la visita di un’ampia delegazione della Costa d’Avorio all’ospedale cittadino, l’ambasciatore a Roma Zoro Bi Bah, affiancato dal consigliere del Ministero della Sanità e popolazione della Costa d’Avorio, Nambala Benjamin Toure.
Il prestigioso gruppo di ospiti comprendeva anche, tra gli altri, il console onorario della Costa d’Avorio per il Piemonte e la Valle d’Aosta, Giovanni Pizzale.
Con il paese africano, il Cardinal Massaia ha stretto, negli ultimi due anni, un patto di collaborazione che ha coinvolto l’ospedale universitario “Treichville” di Abidjan, dove hanno operato Bartolomeo Marino, a capo della Chirurgia Generale, e l’ex primario dell’Ortopedia Francesco Romeo. Oltre che diffondere nuove tecniche chirurgiche, come la laparoscopia, ad Abidjan i camici bianchi astigiani hanno inviato anche attrezzature e soprattutto si sono adoperati affinché il Massaia ospitasse medici ivoriani per addestrarli in sala chirurgica, approfondendo tecniche operatorie e uso di nuove tecnologie.
Accolta ieri dal direttore sanitario dell’Asl AT, Mauro Favro, e dal direttore del Massaia, Donatella Ciaceri, la delegazione ivoriana ha ribadito l’importanza di proseguire nella collaborazione, coinvolgendo anche i medici di altre specialità, come la Radioterapia e l’Ostetricia e Ginecologia. “La proposta di convenzione che ci avete sottoposto attraverso l’Associazione onlus Mission Sinan – ha rassicurato Favro – è già all’esame della nostra Azienda: stiamo ponendo le basi per l’attuazione di nuove iniziative finalizzate alla formazione dei vostri operatori sanitari”. “In questo modo – ha ribadito Donatella Ciaceri – saranno garantiti gli scambi scientifici e culturali che hanno finora dato soddisfazione a entrambe le parti”. La permanenza in Costa d’Avorio consente, infatti, ai medici astigiani di studiare patologie ancora poco conosciute in Europa, ma che potrebbero essere presenti, anche nel nostro Paese, attraverso i migranti.
Corposa la delegazione dei primari del Massaia che si è confrontata con gli ospiti, accompagnandoli poi nella visita ai vari reparti: Maggiorino Barbero (Ostetricia e Ginecologia), Alberto Biglino (Malattie Infettive), Silvano Cardellino (Anestesia e Rianimazione), Andrea Gaggiano (Chirurgia vascolare), Valter Saracco (Medicina A), Maria Tessa (Radioterapia). Sono intervenuti, tra gli altri, anche l’ex primario Romeo e Lacina Kone, infermiere ivoriano dipendente dell’ospedale cittadino e legale rappresentante dell’associazione Mission Sinan. ?All’esame dell’Asl, ora, la proposta di convenzione perché il Massaia accolga corsi di formazione e aggiornamento per il personale ivoriano, prenda in carico pazienti non curabili nelle strutture sanitarie del paese africano (come i malati di tumore che devono sottoporsi alla radioterapia), promuova l’invio di attrezzature sanitarie dismesse.
Intanto entro fine anno il ginecologo Barbero, che già svolge progetti in Zambia come volontario, visterà la Costa d’Avorio per approfondire le reali necessità espresse in questo campo.
Nella foto di Carlo De luca: l’incontro tra ivoriani e astigiani, in Direzione Sanitaria, prima della visita ai reparti
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