Nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia il Palazzo Civico di Asti ospiterà dal 17 marzo al 2 aprile la mostra “I mille ricordi. Garibaldi e le Società di Mutuo Soccorso”, realizzata con il contributo della Regione Piemonte e curata dalla Fondazione per le Società di Mutuo Soccorso (ente creato dalla Regione per la valorizzazione del patrimonio mutualistico) in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso Fratellanza Militari in congedo e la Cascina del Racconto.?L’inaugurazione avverrà il giorno 17 alle 10, preceduta dalla deposizione in Piazza San Secondo di una coccarda alla lapide dedicata al martire pre-risorgimentale G. B. De Rolandis e di una corona floreale della Fratellanza Militari in congedo alla lapide dedicata ai Caduti per l’Indipendenza d’Italia.
E’ una mostra che attraverso una serie di pannelli con la riproduzione di documenti storici – le sue lettere, i ritratti con la sua firma, e poi diplomi, attestati, medaglie, bandiere… – mette in rilievo lo stretto rapporto esistito tra Garibaldi e le Società.?Fin dalla nascita delle prime Società di Mutuo Soccorso, a metà Ottocento, Garibaldi ne incoraggiò l’attività, convinto che la futura grandezza d’Italia stava soprattutto nelle classi lavoratrici.?«I contadini e gli operai – scriveva – sono il braccio destro della nazione».?Figlio del popolo quale egli era, favorì la costituzione di nuove Società, le assistette con consigli ed opere, con l’obiettivo dell’educazione e dell’elevazione intellettuale degli operai.?Le Società lo ricambiarono con riconoscenza ed affetto. Alcune decisero di intitolarsi a lui, altre lo nominarono Presidente Onorario, molte appesero nella sede sociale un quadro con la sua immagine, come nel caso della Fratellanza Militari in congedo di Asti.
Quando poi lo potevano vedere di persona era festa grande, come ad Asti nel marzo 1867. Una visita che lasciò il segno in molti cittadini e soprattutto in chi aveva combattuto al suo fianco con la camicia rossa. Il Presidente della Società Operaia volle accollarsi tutte le spese per l’ospitalità, ma i membri della commissione istituita per l’occasione vollero ugualmente tassarsi con 5 lire ciascuno. Tolte alcune spese, rimasero 72 lire e 40 centesimi, che andarono per due terzi alla Società Unione e per un terzo all’Asilo infantile cittadino.?A ricordo della visita una lapide venne posta in piazza Alfieri sull’edificio dell’Albergo Reale, dal cui balcone l’Eroe dei Due Mondi parlò agli Astigiani.?Ad Asti altri festeggiamenti per Garibaldi ancora anni dopo, nell’autunno 1880, quando il Generale passò in città andando a trascorrere con la famiglia un periodo di riposo ai Saracchi, luogo d’origine di sua moglie Francesca Armosino.
Onori degni della più alta carica che gli venivano riservati non soltanto in Italia ma anche all’estero. Quando, ad esempio, nel 1864 venne invitato in Inghilterra, ad accoglierlo ed accompagnarlo trovò una scorta d’onore di centomila operai e di molte le Società di Mutuo Soccorso.?«Mi avete chiamato fratello – disse loro – desidero ricevere questo nome dagli operai di tutte le parti del mondo».
Poi, dopo tanti incontri, messaggi, onori, arriva la morte. E’ il 2 giugno 1882, giorno di lutto grande anche per le Società di Mutuo Soccorso.?Ai pannelli espositivi che mostrano Garibaldi partecipe della vita dei sodalizi subentrano quelli del ricordo. ?Mentre le Società astigiane facevano ricamare una tavola celebrativa, l’Amministrazione comunale provvedeva ad affiggere a tutti gli angoli delle vie cittadine un manifesto con il programma delle onoranza funebri per la domenica 11 giugno. Quel mattino, dalle nove a mezzogiorno, i reduci garibaldini vestiti con la camicia rossa ricevettero i sindaci e le Società di Mutuo Soccorso di Asti e circondario. Un immenso corteo si mosse alle tre pomeridiane dalla sede dell’Associazione Progressista, con in testa la banda musicale, le bandiere e i rappresentanti di 20 Comuni, 82 Società Operaie, 38 Corporazioni.?E poi, ancora a molti anni dalla sua morte le Società di Mutuo Soccorso ne onorarono la memoria con cerimonie di commemorazione e posa di lapidi, busti, monumenti.
Le tracce garibaldine si ritrovano anche oltre confine, nelle Società di Mutuo Soccorso aperte dagli emigrati italiani all’estero, dove la figura dell’Eroe dei Due Mondi era famigliare perché per molti lavoratori costretti a stare lontani dal loro paese la sua immagine costituiva un legame in più con la patria, manteneva vivo il rapporto con il passato.