Colesterolo e rischi cardiovascolari: se n’è parlato, sabato scorso al Cardinal Massaia, in occasione della prima Giornata nazionale del colesterolo. Un’ottantina i partecipanti, tra cui numerosi pazienti della Diabetologia, reparto che ha promosso l’iniziativa con la Società per lo studio dell’aterosclerosi (SISA).
Al Massaia il problema del colesterolo, il suo inquadramento diagnostico e i fattori di rischio sono trattati nell’ambulatorio per le dislipidemie (elevata concentrazione di lipidi nel sangue) interno alla struttura diretta dal primario Luigi Gentile: all’anno vengono assicurate circa 250 visite. I pazienti sono inviati dal medico curante: si approfondiscono i casi problematici o complessi perché molto spesso il colesterolo non è determinato soltanto da una scorretta alimentazione. Tra le altre cause ci sono la famigliarità con la malattia (in Italia si stima ne siano coinvolti 1-2 milioni di persone) e l’intolleranza dei pazienti ad alcuni farmaci (circa il 70% dei soggetti seguiti nell’ambulatorio del Massaia è diabetico).
“In tutti i casi – ha sottolineato sabato al Massaia la dottoressa Elena Repetti, referente del servizio – riconoscere precocemente il colesterolo significa evitare complicanze significative, come l’ictus e l’infarto: basta fare l’esame del sangue per sapere i valori di LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo. I medici di famiglia e gli specialisti della Diabetologia collaborano da tempo e questa è una sicurezza in più per il paziente”.
Tra i fattori di rischio del colesterolo ci sono le malattie cardiovascolari, che nella popolazione italiana rappresentano la prima causa di morte (41%). “L’aumento del 10% del colesterolo LDL – ha spiegato Rapetti – incrementa del 20% il rischio di cardiopatia ischemica: ma se si riduce il colesterolo del 10%, la mortalità per cardiopatia ischemica ecco che si abbassa del 15%”. Puntare sui fattori di rischio modificabili (non fumare, mangiare correttamente, evitare la sedentarietà, tenere il peso corporeo sotto controllo) contribuisce in modo determinante a tutelare la salute. “Anche chi ha già avuto un problema vascolare – ha spiegato il cardiologo Luca Capello – può prevenire o ritardare significativamente ulteriori eventi se veramente corregge i propri fattori di rischio. A volte, per mantenere una buona qualità di vita, occorre fare qualche sacrificio”.
L’importanza della dieta mediterranea anche per le persone con ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue) è stata ribadita da Maria Luisa Amerio, primario di Dietetica e Nutrizione Clinica: sollecitata dalle domande del pubblico, ha fornito indicazioni per una corretta alimentazione degli adulti e dei bambini, ricordando inoltre che “nessuna dieta porta a risultati eccellenti se non è accompagnata da una regolare attività fisica”.
Sull’importanza della prevenzione hanno insistito anche Claudio Nuti, presidente regionale della Società italiana di medicina generale, ed Ezio Labaguer, a capo di S.O.S. Diabete e referente regionale dell’Associazione nazionale diabetici. Nuti ha, tra l’altro, raccontato l’esperienza di uno speciale “ricettario” adottato dai medici curanti: una sorta di diario, consegnato al paziente, per descrivere il tipo di attività fisica svolta, la sua periodicità, ecc. Ha anche ipotizzato l’utilizzo di uno strumento come il “contapassi” per aiutare le persone a “gestire” meglio le camminate, con la possibilità, da parte del medico, di verificare durante le visite la distanza effettivamente percorsa dal paziente.
Labaguer, da parte sua, ha ricordato l’importanza del lavoro di rete tra i servizi ospedalieri, territoriali e l’azione del volontariato, che anche nell’Astigiano si distingue per le molte iniziative di informazione e prevenzione promosse nelle scuole superiori o tra la popolazione: per esempio attraverso il camper di S.O.S. Diabete o il Gruppo camminatori, recentemente costituito per diffondere la tecnica del fitwalking come camminata della salute.
Al termine dell’incontro l’auspicio, pronunciato dal primario Luigi Gentile sulla scorta dell’interesse registrato dall’iniziativa, di rinnovare anche per il futuro l’appuntamento con la Giornata nazionale del colesterolo.
La compilazione dei questionari proposti dalla SISA per raccogliere informazioni sulla presenza di fattori di rischio cardiovascolare e sulla famigliarità all’ipercolesterolemia ha dato i seguenti risultati: pazienti diabetici 55%, in cura farmacologica per il colesterolo 39%, già colpiti da infarto 7%.
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