L’Alta Langa si beve… in “Grande”: il nuovo calice disegnato da Giugiaro per esaltare le caratteristiche e la qualità del metodo classico millesimato piemontese, è solo una delle tante novità presentate stamattina in conferenza stampa in piazza Roma da Lamberto Vallarino Gancia, presidente del consorzio Alta Langa. Una forma pulita con striature sullo stelo, l’ampio calice la cui realizzazione è affidata a Spiegelau è attualmente in produzione e vuole identificare in modo inequivocabile lo spumante Alta Langa per i consumatori e il trade. L’obiettivo dei prossimi mesi è quello di divulgare tra il grande pubblico questo spumante attraverso diverse azioni di comunicazione: “Vorremmo che una bottiglia di Alta Langa fosse nel frigo di ogni piemontese, pronta ad accompagnare un aperitivo o un intero passo, o per un regalo importante” ha detto Gancia. La campagna media prevede oltre cento pagine sui maggiori quotidiani in edizione triregionale e affissioni 6×3 nei capoluoghi del Piemonte per far conoscere l’ “Orgoglio Piemontese”, headline della comunicazione istituzionale, a partire dal 9 ottobre fino alla fine di maggio 2013. Al trade e agli operatori specializzati il lancio e la presentazione di Alta Langa inizieranno nel mese di novembre con degustazioni professionali appositamente organizzate, per chiudersi a Eataly a Torino in maggio. Intanto i preziosi spumanti Alta Langa, frutto di un disciplinare rigorosissimo, parteciperanno a una serie di eventi: sul territorio regionale come già è stato per la Douja d’Or di Asti, e nei prossimi giorni sulle prestigiose piazze della Fiera del Tartufo di Alba e del Salone del Gusto, all’edizione torinese di Golosaria e in una sinergia strutturata con la Banca del Vino a Pollenzo; in Italia a Roma all’Hotel Quirinale con GoWine per l’evento “I terroir storici e le bollicine autoctone”; in Europa, oltre alle edizioni di Barolo&Friends organizzate a Stoccolma e Copenhagen il 13 novembre prossimo a Bruxelles. Alta Langa Docg Metodo Classico L’Alta Langa è un territorio collinare che si trova nel sud del Piemonte a ridosso dell’Appennino ligure. Qui, grazie a un progetto di ricerca sostenuto dalle aziende piemontesi di maggiore tradizione spumantistica sono stati impiantati a partire dal 1990 i primi vigneti pinot nero e chardonnay che hanno trovato su quelle colline tra i 250 e i 650 metri di altitudine un ambiente pedoclimatico estremamente adatto alla produzione di un grande spumante di qualità ottenuto secondo il classico metodo della spumantizzazione in bottiglia, già praticato in Piemonte da quasi due secoli. La prima uscita ufficiale del nuovo vino, con l’annata 1996 e con la denominazione “Piemonte Doc Alta Lanca” è del 1999. Poi prende vita il “Consorzio di Tutela dell’Alta Langa” e lo spumante, con la nuova e definitiva denominazione, nel 2002 ottiene la Doc e nel 2010 la Docg con la possibilità di avvalersi del prestigioso riconoscimento già a partire dalla vendemmia 2008. Alta Langa ha la missione di interpretare fedelmente l’unicità degli elementi che esprimono la personalità di ogni vendemmia. Per questo il disciplinare di produzione prevede che debba essere proposto esclusivamente come millesimato, cioè con l’indicazione in etichetta dell’anno di produzione. L’affinamento in bottiglia sui lieviti non può essere inferiore ai 30 mesi in modo da donare in giusta misura complessità e finezza a un prodotto cui la natura dei suoli di origine conferisce una caratteristica sapidità e una grande longevità. Le case attualmente aderenti al consorzio sono Avezza, Bera, Bosca Giovanni Tosti, Cantine Enrico Serafino, Giulio Cocchi, Fontanafredda, Gancia, Ettore Germano, Martini&Rossi, Monteoliveto di Casà, Vigne Regali. MN
“Orgoglio piemontese” per il Consorzio dell’Alta Langa
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