E’ andata in scena ieri ad Asti la singolare protesta degli insegnanti che si sono trovati in piazza San Secondo per una correzione dei compiti a cielo aperto e per alcune lezioni collettive. Un atto plateale per dire no alla riforma Profumo che metterebbe a repentaglio migliaia di posti di lavoro.
“Cari studenti, cari insegnanti, cari Cittadini il Ddl che sta per passare in Parlamento coinvolge tutti noi, colpisce pesantemente i lavoratori, nel nostro caso gli insegnanti e colpisce al cuore la scuola che gli studenti frequentano – scrivono i manifestanti in una lettera aperta -. La ricetta di Profumo e Monti è la stessa: colpire al cuore i servizi pubblici, le persone più colpite dalla crisi, difendere gli interessi forti. L’innalzamento a 24 ore di lezione frontale, mette la scuola al pari di catena di montaggio e mette l’apprendimento e la cura dell’insegnamento all’ultimo posto.
Il lavoro dell’insegnante viene ridotto ad una logica aziendale, mentre sappiamo bene, sotto molteplici punti di vista, che così non è. Non lo è a partire dalle ore di insegnamento che non sono solo le 18 a scuola, ma vi sono anche quelle svolte a casa con le correzioni dei compiti e la preparazione delle lezioni. Il livello culturale di un paese e la sua capacità di uscire da una crisi hanno bisogno di una scuola su cui si investa e non su cui si tagli. L’attuale governo antepone gli ordini della Banca Centrale Europea ai settori più importanti, antepone gli interessi delle Banche e il loro salvataggio al diritto di avere una scuola umana e capace di futuro. I tagli alla scuola non sono gli unici (Sanità, Comuni, Province, Servizi), noi solidarizziamo con tutti questi settori e con chi svolge un lavoro importante per l’interesse della comunità. Il debito, la crisi hanno cause precise e non ne siamo responsabili noi lavoratori della scuola, né voi studenti , né voi cittadini, ma le banche e le scelte economiche sbagliate”.
Le immagini della singolare manifestazione degli insegnanti ad Asti
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