La Regione Piemonte ha lanciato, alcuni mesi fa, un Piano straordinario per l’edilizia scolastica che entro il 2014 permetterà di sostenere più di 250 progetti per la costruzione di nuove scuole o interventi straordinari sul patrimonio già esistente. L’investimento complessivo è di oltre 50 milioni di euro: 43 milioni di euro sul bilancio 2011-2014, a cui si aggiungeranno altri 7 milioni di euro circa, recuperati da economie su bandi precedenti e ribassi d’asta. Prima fase Una prima fase del Piano ha già avuto il via nel giugno scorso con l’assegnazione di 12,9 milioni di euro per 60 progetti su tutto il territorio regionale (5 nell’Alessandrino per oltre 981mila euro, 4 nell’Astigiano per 800mila euro, 6 nel Biellese per oltre 1,4 milioni di euro, 14 nel Cuneese per 3,9 milioni di euro, 5 nel Novarese per oltre 760mila euro, 18 sul territorio di Torino per 3,8 milioni di euro, 4 nel Vercellese per 552mila euro e 4 nel VCO per 540mila euro). Di questi 3,5 milioni di euro riguardano 7 nuove costruzioni, con un contributo a testa di 500mila euro, nei comuni di: Graglia nel Biellese (nuova scuola elementare), Condove (materna) e Pavarolo (materna ed elementare) nel Torinese, Benevagienna (scuola media), Vezza d’Alba (materna), Carrù (materna) e Manta (elementare) nel Cuneese. I beneficiari hanno circa un anno e mezzo di tempo per iniziare i lavori e quattro (prorogabili a cinque) per finirli. Seconda fase A settembre si è chiuso, invece, il nuovo bando rivolto ai comuni con meno di 10mila abitanti. 247 in tutto le domande presentate: 15 nuove costruzioni e 232 interventi sull’edilizia esistente, per una richiesta totale di contributi di circa 48 milioni di euro. Con i 40 milioni di euro disponibili sul bando i progetti ammessi a finanziamento sono 197: 22 nell’Alessandrino per oltre 3,8 milioni di euro, 17 nell’Astigiano per 4 milioni di euro, 13 nel Biellese per oltre 2,3 milioni di euro, 47 nel Cuneese per 9,9 milioni di euro, 17 nel Novarese per 3,4 milioni di euro, 57 sul territorio di Torino per 12,5 milioni di euro, 12 nel Vercellese per circa 2 milioni di euro e 12 nel VCO per oltre 2 milioni di euro. Le richieste ammesse riguardano: • 15 nuove costruzioni, per un contributo a testa di 500mila euro: 7 in provincia di Torino (una materna a Scalenghe, una primaria a Chianocco, un istituto comprensivo a Inverso Pinasca, materna e primaria a Sauze d’Oulx, una materna a Robassomero, una primaria a San Maurizio Canavese e una materna a Druento), 3 nell’Astigiano (una materna a Mombercelli, una materna a Baldichieri d’Asti, una primaria a Calamandrana), 4 nel Cuneese (una primaria a Faule, una materna a Cherasco, una materna a Trinità, una primaria a Bagnolo) e una nel Novarese (una materna a Dormelletto). • 182 interventi sull’edilizia esistente: di questi 83 avevano partecipato già al Bando 2011, erano stati dichiarati ammissibili ma non finanziati e sono stati automaticamente inseriti nel Piano 2012/2014, evitando ai Comuni di sostenere nuove onerose spese per la presentazione ex novo del progetto. “Siamo da sempre un territorio virtuoso e continuiamo in questa direzione, investendo sulla sicurezza di uno dei patrimoni più preziosi per un territorio: le scuole – sottolinea il presidente della Regione Roberto Cota – Ci tengo però a precisare che questo Piano straordinario verrà sostenuto con risorse interamente regionali, perché dal Governo non abbiamo ricevuto un euro e, anzi, colgo l’occasione per ricordare che le nostre Province attendono ancora i circa 40 milioni promessi ormai da troppo tempo dallo Stato. Inoltre, ribadiamo la necessità che il Governo sblocchi dal patto di stabilità le risorse destinate agli edifici scolastici, perché altrimenti molti piccoli Comuni si ritroveranno nel paradosso, pur avendo finalmente le risorse grazie alla Regione, di non poterle spendere per non sforare i limiti imposti dal Governo Monti. Chioso dicendo che mi pare si stia vivendo in una stagione nella quale si parla tanto ma si fa bene poco: ho sentito diverse volte il Ministro Profumo parlare dell’esigenza di investire sull’edilizia scolastica, ma dallo Stato non abbiamo ancora visto un soldo! Quindi certi discorsi sono parole di carattere puramente accademico e, sinceramene, ci siamo stufati di sentire discorsi di carattere accademico e soprattutto ci siamo stufati di avere da Roma sempre mazzate sui denti. Quindi pregherei su tutti i fronti di smetterla di fare lezioni e di cominciare a lavorare e fare qualcosa per quanto riguarda il nostro territorio”. “Abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri figli quando sono a scuola – aggiunge l’assessore regionale all’Istruzione, Alberto Cirio – Quando le risorse mancano la priorità è tutelare le fasce più deboli e cioè gli anziani e i bambini. Con questo Piano straordinario riusciremo a intervenire sulle emergenze principali del nostro territorio, dando una nuova scuola ai piccoli comuni che ne hanno più bisogno, ma anche e soprattutto preservando lo stato di conservazione degli edifici già esistenti. Strutture preziose, che ogni giorno in tutta la regione accolgono più di 500mila giovanissimi studenti e che rappresentano il cuore attorno al quale si costruisce il senso di appartenenza di intere comunità”. Per i comuni che pur essendo stati ammessi a finanziamento non potranno farne uso a causa dei limiti imposti dal patto di stabilità, la Regione approverà nei prossimi giorni una delibera che ne farà slittare i progetti al fondo della graduatoria senza eliminarli: in questo modo, se i limiti del patto di stabilità dovessero variare, potranno essere recuperati in un secondo momento, ma allo stesso tempo si eviterà che le risorse finanziarie disponibili vengano immobilizzate, trasformandole immediatamente in progetti esecutivi che aiuteranno anche lo sviluppo economico del territorio.
Edilizia scolastica: la Regione approva il piano straordinario di interventi
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