Più di 50 incontri rivolti agli studenti degli istituti secondari di secondo grado, due dei quali avverranno anche ad Asti, che puntano a far comprendere le conseguenze del gioco compulsivo, ma anche una semplice verità: il banco non perde mai e con l’aiuto della matematica è possibile dimostrarlo in modo divertente e interattivo. Un progetto avviato alcuni anni fa dalla Provincia di Torino, attraverso il CeSeDi, che la Regione Piemonte, con gli Assessorati all’Istruzione e alla Sanità, ha deciso di estendere, da quest’anno, a tutto il resto del territorio, in sinergia con il Consiglio Regionale e l’Osservatorio sul fenomeno dell’usura e in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e il personale dei SerT (Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze). Il format utilizzato sarà quello di “conferenze-spettacolo”, una modalità ideata e sperimentata con successo dalla società di formazione e comunicazione scientifica TAXI1729 (specializzata su questo tema a livello nazionale con il format “Fate il Nostro gioco”, nato nel 2009), integrate anche con uno specifico intervento da parte di specialisti dei servizi di cura piemontesi sul GAP. Verrà anche lanciato un Concorso rivolto alle scuole superiori per la realizzazione di un video, che affronti il tema del gioco d’azzardo sviluppando, in particolare, uno di questi cinque aspetti: la legalità (ovvero il rischio di scivolare nella catena dell’indebitamento e dell’usura), la famiglia (con le problematiche vissute dai familiari dei giocatori), la salute (degenerando in forme di dipendenza che portano a sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione, fino al rischio di suicidio), il bene comune (con la crisi e la perdita di interesse verso gli impegni lavorativi, scolastici, culturali, sportivi e verso le relazioni sociali, compresi gli affetti più cari come la famiglia e gli amici), alla cultura (la filosofia, e il significato educativo del concetto di “vincere facile”, dell’affidare la propria vita, speranze e fatiche alla vincita fortunata). Gli autori dei dieci migliori elaborati riceveranno un premio in denaro, che potrà essere speso in materiale ed attrezzature didattiche. Il Piemonte, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, è stato un pioniere nel trattamento delle ludopatie. Nel 2010 il Consiglio Regionale ha approvato una proposta di legge al Parlamento per vietare l’installazione e l’uso nei locali e luoghi pubblici delle macchinette da gioco, mentre più recentemente il gioco d’azzardo è stato ufficialmente inserito nel Piano Regionale delle Dipendenze. I NUMERI DEL GIOCO D’AZZARDO In media ogni italiano spende 1300 euro all’anno per tentare la fortuna. Nei primi dieci mesi del 2012 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo nel nostro Paese è stata di 70 miliardi di euro, in crescita del 13% sullo stesso periodo del 2011. Oltre il 50% della raccolta arriva dalle slot machine, il 15% dal poker online, il 12% dalle lotterie, sia le tradizionali (ormai quasi scomparse) che le lotterie istantanee (più note col nome di “Gratta e vinci”). In Piemonte, negli ultimi anni, i pazienti affetti in forma grave da ludopatia sono quadruplicati. Dai dati diffusi a novembre scorso in occasione del convegno “A che gioco giochiamo”, i casi di ludopatia presi in carico dai SerT piemontesi sono attualmente 950, con una media dei “soggetti a rischio” che nella nostra regione è più alta di quella nazionale (il 6,2% contro il 5,4% nazionale) e un dato preoccupate sui giovani, con il 42% di quelli tra i 14 e i 19 anni che dichiarano di aver già provato a giocare. Gli incontri di Asti si svolgeranno martedì 29 gennaio nell’istituto Ipsia Castagliano e al Giobert.
Partita una campagna regionale contro il gioco d’azzardo
SCUOLA E UNIVERSITÀ
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