Nell’ambito di un programma di salute e prevenzione indirizzato ai giovani studenti, la scuola professionale Apro Formazione di Canelli ha ospitato Raimondo Meli, segretario provinciale del sindacato di Polizia Coisp e sostituto commissario della polizia in servizio nella questura di Asti. Meli,  dopo aver brevemente illustrato l’impegno del Coisp nell’attività di formazione e aggiornamento professionale, ha dialogato per tre ore con gli studenti dei corsi di Operatore Elettrico e Operatore del Benessere su motivazioni, conseguenze fisiche, psicologiche e legali derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti. Cosa può spingere un giovane a fare ricorso a droghe? “Probabilmente – afferma Meli – l’idea di poter trovare in esse una scorciatoia ai propri problemi, difficoltà familiari e relazionali, incapacità di convivere con se stessi, di accettarsi; la debolezza o la paura che paralizza di fronte ad un ostacolo e la ricerca di scappatoie, trappola che oltre a non allontanare da noi le difficoltà, attanaglia in catene ben più pericolose. L’assunzione di sostanza stupefacente porta dietro di sé gravi danni, siano essi psicologici o fisici. Dall’indebolimento della volontà, lo scoraggiamento, la depressione, l’isolamento da famiglia e amici, fino ad arrivare a toccare il fisico, anche con danni spesso irreversibili. Ecco ben presto smascherato l’inganno di sostanze che promettono la forza e l’invincibilità, ma che al contrario indeboliscono, schiavizzano, uccidono.  Il consumatore occasionale, chi fosse  sorpreso in possesso di stupefacenti “ad uso personale”, non subisce conseguenze penali. In questo caso una segnalazione delle forze dell’ordine inserirà la persona coinvolta in un programma di disintossicazione previsto dall’Asl per i tossicodipendenti. Il limite è comunque molto labile: è sufficiente passare ad altri uno spinello per passare da consumatore a spacciatore, con ripercussioni legali ben diverse. Dal punto di vista legislativo non esiste infatti distinzione fra le droghe, ossia non si adotta quell’ingannevole distinzione tra sostanze considerate “leggere” e “pesanti”. Del resto anche dal punto di vista della salute i danni sono così evidenti da rendere rischiosa e falsa una classificazione che chiuda un occhio su alcune droghe, riservando la pericolosità solo ad alcune”. Meli ha inoltre ascoltato le domande, i dubbi e le false credenze diffuse tra gli studenti. Alla domanda come aiutare un familiare o un amico che faccia uno di sostanze stupefacenti?”la risposta è stata quella di accompagnarlo affinché non si senta abbandonato e non si isoli, indirizzandolo poi a personale ed enti preposti a soccorrere e sostenere chi affronti simili situazioni. Prima di salutare i ragazzi ha lasciato loro, con un grande atto di fiducia e stima nei loro confronti, un’importante consegna: “Seppure liberi di fare qualunque tipo di esperienza e  sperimentare anche strade pericolose, valutate se ne valga la pena e se davvero questi sentieri portino alla meta che desiderate. Presto capirete che simili miraggi e vie di fuga non conducono alla soddisfazione e alla risoluzione dei problemi, ciò che ci porta avanti nella vita è ci rende maturi è assumere le proprie responsabilità e combattere a testa alta con le nostre risorse e i nostri sforzi  ogni volta che si manifesta un ostacolo, anche quando questo ci appaia insuperabile”.