Alla luce del riacutizzarsi della crisi che continua a manifestare i suoi effetti negativi sui sistemi economici nazionale e regionale, Unioncamere Piemonte, in collaborazione con le otto Camere di commercio provinciali, ha deciso di affiancare alla consueta indagine sull’industria manifatturiera un’analoga analisi congiunturale sui settori del commercio e della ristorazione, con l’obiettivo di delineare un quadro relativo alla congiuntura economica regionale il più esauriente possibile. L’indagine è stata, infatti, avviata in via sperimentale ad inizio 2012 con l’obiettivo di analizzare l’andamento dei principali indicatori economici delle imprese piemontesi del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione. I segnali che provengono dai settori di attività economica oggetto di studio confermano la complessità della fase congiunturale che il sistema economico regionale sta attraversando. Nel IV trimestre 2012, infatti, il fatturato (a valori correnti, iva esclusa) delle imprese piemontesi del commercio e della ristorazione ha registrato una variazione del -0,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La flessione risulterebbe ancora più intensa se valutata al netto della componente inflativa: nel periodo ottobre-dicembre 2012, infatti, i prezzi in Piemonte sono cresciuti del 2,6% rispetto al corrispondente periodo del 2011. È quanto emerge dall’indagine congiunturale sui settori del commercio e della ristorazione relativa al IV trimestre 2012, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2013 con riferimento ai dati del periodo ottobre-dicembre 2012, e ha coinvolto 1.073 imprese piemontesi dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione, per un volume d’affari complessivo pari a 3,3 miliardi di euro. “Le difficoltà che le imprese piemontesi stanno affrontando toccano con evidenza anche il settore del commercio e della ristorazione. A soffrire sono sia le strutture di vendita medio-grandi, sia i piccoli esercizi di vicinato che hanno il compito di presidi del territorio – dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. Anche attraverso questa nostra nuova indagine, l’obiettivo delle Camere di commercio è quello di lanciare un grido dall’allarme a tutti gli attori istituzionali: dobbiamo trovare nuovi strumenti per sostenere la domanda interna, aumentando il potere d’acquisto delle famiglie piemontesi e innescando un meccanismo di fiducia nell’intero sistema economico”. Scendendo nel dettaglio delle categorie merceologiche oggetto di indagine si osserva un andamento differenziato del volume d’affari generato. Gli esercizi commerciali appartenenti al dettaglio tradizionale – esercizi di vicinato – hanno realizzato un incremento del fatturato dello 0,8% rispetto al IV trimestre 2011, mentre quelli della grande distribuzione organizzata – medie e grandi strutture di vendita – ne hanno scontato una diminuzione tendenziale dell’1,9%. Il volume d’affari complessivamente generato dalle imprese della ristorazione si è incrementato del 3,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2011. Scendendo nel dettaglio degli esercizi di vicinato, si rileva la flessione del fatturato scontata dal settore dell’abbigliamento (-0,6%), cui si affianca il risultato solo debolmente positivo dell’alimentare (+0,9%); risultati migliori si registrano, invece, per gli esercizi di vicinato che operano nella vendita di prodotti legati alle sfere della cultura e del tempo libero (+1,9%), dei prodotti per la casa e ICT (+3,2%) e degli altri prodotti (+2,8%). La contrazione del fatturato a valori correnti non ha interessato tutte le realtà provinciali, pur non avendo registrato in alcun territorio un aumento superiore all’inflazione media del trimestre esaminato. Le province di Alessandria, Novara e Cuneo hanno realizzato incrementi tendenziali del volume d’affari generato dalle rispettive imprese dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione dell’1,5%, 0,8% e 0,5%. Asti ha registrato una variazione nulla, mentre nelle restanti province il fatturato è diminuito rispetto al IV trimestre 2011: si va dal -0,8% di Torino e Vercelli al -4,3% del Verbano C.O. passando per il -3,3% di Biella. La flessione del volume d’affari si accompagna a un giudizio tutt’altro che positivo fornito dagli imprenditori intervistati in merito all’andamento degli ordini ai fornitori. Oltre il 64% degli intervistati ne ha dichiarato una flessione nel trimestre in esame (rispetto allo stesso periodo del 2011), solo il 7% un aumento generando, così, un saldo di opinione negativo per ben 58 punti percentuale. La complessità del quadro congiunturale trova conferma nelle difficoltà di accesso al credito bancario, fronteggiate dal 34% circa delle imprese intervistate. Nel dettaglio, il 62% delle imprese che accusa tali difficoltà lamenta tassi più onerosi, il 56% limitazioni nell’ammontare dei crediti erogabili, il 45% maggiori garanzie reali richieste da parte delle banche.
Asti la provincia più affidabile del Piemonte: nel 2012 cala il rischio di insolvenza in provincia
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