Svelato il programmma di aprile della Casa del Teatro di Asti, lo spazio gestito dal Teatro degli Acerbi e da Alessio Bertoli. Venerdì 5 e sabato 6 aprile alle 21.15, con repliche anche domenica 7 alle 17.30 e alle 21.15, per la rassegna “Nero Cronaca” Alessio Bertoli e Barbara Forlai presentano “Volevo solo ammazzarne Venti”, un monologo inedito di Luigi Bernardi, scrittore ed editore di Bologna. Sul palco un’attrice, accompagnata da sei performers, racconterà le vicende personali della sua vita. Nella serata di venerdì 5, dopo lo spettacolo, l’autore Luigi Bernardi presenterà il suo nuovo libro “Crepe”. In scena Barbara Forlai con Cristina Baracco, Antonella Billi, Enrico Bossotto, Sara Carbone, Susanna Nuti e Alessandra Rovera; le immagini sono curate dalla visual artist Giusy Calia. “Volevo solo ammazzarne venti”, monologo teatrale scritto da Luigi Bernardi , quando mi è stato proposto dall’ attrice Barbara Forlai ha suscitato in me una sensazione strana – commenta Alessio Bertoli -: conoscendo l’autore per il suo, che è anche il mio, amore per il noir, la curiosità per la lettura del testo è stata immediata perché il titolo poteva anche far pensare ad un cambio di genere. E’ stato sufficiente che leggessi una sola riga per comprendere che in “Volevo solo ammazzarne venti” non c’è proprio nulla da ridere! Come non c’è mai nulla da ridere nella cronaca nera, quella vera, quella che rimane ai margini di tutto, che quasi mai arriva nella “scatola televisiva” che invece spettacolarizza, con plastici e affascinanti congetture di presunti profiler navigati, crimini che diventano il pasto quotidiano dei media per un pubblico degno del Colosseo dell’antica Roma, che adora il gore, la telecamera che entra, cinematograficamente, nelle case dei sopravvissuti ad un crimine efferato che diventano, spesso, inconsapevoli vittime anch’esse di un sistema che deve sbattere necessariamente il mostro più mostro in prima pagina. In prima serata. Il teatro ha soprattutto il dovere sociale di raccontare, di porgere al pubblico delle storie senza necessariamente “dover spiegare” o “fornire risposte”, “soluzioni” ma piuttosto nuove domande. Necessarie “provocazioni”. Questo abbiamo tentato di far accadere in “Volevo solo ammazzarne venti”. Uno spettacolo “forte” che non vuole “premeditatamente e gratuitamente” disturbare il pubblico nella sua “messa in scena” ma, piuttosto, farlo tornare a casa e riflettere, come dice lo stesso autore in un suo saggio (“Il Male Stanco” – alcuni omicidi quotidiani e quello che ci dicono-) : “È arida la scienza quando si mette a spiegare perché le madri uccidono i loro bambini, scheletrica quando delinea quadri clinici sempre più circostanziati, inutile quando non sa prevedere il gesto fatale. È arida, scheletrica, inutile, ma forse lo stesso necessaria.” Uno spettacolo “dentro la mente frammentizzata” di una donna sulla quale è calato “un buio definitivo” dopo una vita “sporca, rumorosa, violenta, traboccante di abusi” che l’hanno portata a compiere un gesto tremendo. Tutto ciò che vedrete, dalle straordinarie e “ossessive” immagini “di fondo” della visual artist Giusy Calia che si fondono al racconto, “terribilmente lineare e lucido” della protagonista, insieme a “movimenti scenici” di sei performers “senza voce”, sono tasselli “malati” di una personalità contaminata che si muove imprigionata in uno spazio scenico vuoto, dentro un cerchio di luce che la racchiude fin dall’inizio e che, forse, è la sua stessa mente. La sua personalità. O forse i “suoi luoghi oscuri”. O altro ancora…. Dire di più sarebbe difficile e superfluo: bisogna vedere, ascoltare, entrare dentro, farsi risucchiare da uno spettacolo (in prima assoluta per un’opera allestita e rappresentata, per la prima volta, alla Casa del Teatro Asti di via Goltieri 1/a) “multimediale” che non risparmia emozioni forti allo spettatore senza mai cadere, grazie soprattutto alla forza del testo di Luigi Bernardi, nell’oscenità gratuita ma, piuttosto, accompagnandoci in un labirinto mentale necessario, un labirinto che dobbiamo attraversare per avere uno spaccato, una crepa di questo millennio malato e luccicante di una follia che è intorno a noi, qualcosa che all’inizio è piccolo, quasi un granello ma, addentrandoci verticalmente in Essa, diventa un liquido che s’addensa e diventa melma che inghiotte senza fondo. Un’attrice coadiuvata in scena da sei validi permormers per un viaggio dentro un’oscurità che all’inizio ci pareva solo letteraria e, logicamente, teatrale ma che oggi diventa anche una lettura di avvenimenti della cronaca drammaticamente attuali. Ingresso 10 euro intero, 6 euro ridotto. Promozione: alla pizzeria Roero, via Roero n.11 alle 19.30 della sera di rappresentazione “Menù Casa del Teatro” con pizza margherita, bibita in lattina e dolce 10 euro e tutti i giorni sconto 10% presentandosi con il biglietto originale. Per info e prenotazioni: 333/4519755 – casadelteatroat@gmail.com
“Parole e sassi” uno spettacolo del Teatro degli Acerbi e Patrizia Camatel
cultura
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