Da fine 2009, anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, a fine 2012, sono 335.616 gli attestati rilasciati in Piemonte. L’obiettivo di avere un parco immobiliare altamente efficiente è però ancora lontano, dato che il 41,1% degli edifici è stato classificato come poco performante (classi G, F e NC), mentre solo il 7,7% degli edifici certificati nella provincia rientra nelle categorie ad alte prestazioni per quanto riguarda i consumi (ovvero A+, A e B). Questi i dati elaborati da Senaf in occasione di Proenergy+ – l’evento professionale dedicato all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili che si terrà a PadovaFiere dall’11 al 13 aprile – su base dei dati forniti dal SICEE, il Sistema informativo per la Certificazione Energetica degli Edifici della Regione Piemonte. Tornando ai dati, risulta piuttosto evidente che in Piemonte gli edifici non possano dirsi ‘risparmiosi’: il 12,7% degli immobili per cui è stata rilasciata la certificazione risulta essere registrato in classe F, il 17,4% in classe G e l’11% in classe NC. Se si guarda alle singole province, è Verbano-Cusio-Ossola quella con il risultato peggiore in Regione (intendendo la percentuale di attestati G, F e NC rilasciati rispetto al totale), seguita da Biella, Vercelli, Asti, Alessandria, Cuneo, Novara e Torino. Guardando alle certificazioni ottenute per edifici altamente performanti, in Piemonte solo il 6,3% degli immobili ha ottenuto la certificazione energetica classe B, l’1% ha ottenuto quella classe A e un piccolissimo 0,29% quella A+. Un dato che proviene in gran parte dalle ‘nuove costruzioni’, e che evidenzia perciò la necessità di puntare maggiormente su politiche che incentivino la riqualificazione energetica sul patrimonio già esistente; anche se, in Regione, è Novara la provincia con il risultato regionale migliore (intendendo la percentuale di attestati A, A+ e B rilasciati rispetto al totale), seguita da Cuneo, Alessandria, Asti, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Biella e Vercelli. Analizzando, invece, la provenienza delle domande si vede che in Piemonte, la maggior parte di quelle concesse, proviene dal segmento del residenziale (circa l’89%), mentre il resto dal non residenziale (circa 11%). Tra le motivazioni che portano i piemontesi alla richiesta di un attestato per il proprio immobile al SICEE, prevale come causale il “Passaggio di proprietà” con 188.280 indicazioni. Le attestazioni energetiche in caso di “Ristrutturazione edilizia”, “Riqualificazione energetica” e “Modifica delle prestazioni energetiche” rendono gli interventi sul patrimonio esistente una voce ben più consistente dei certificati richiesti per le nuove costruzioni, con 22.721 indicazioni contro le 19.606 della seconda. Tra le altre motivazioni la “Locazione” con 83.572 indicazioni, la pubblicazione di un “Annuncio Immobiliare” ne conta 7.831, l’ “Ampliamento in deroga (LR 20/2009)” 328 e la “Situazione ante operam” 221. Contenuta nel decreto ministeriale del giugno 2009, a sua volta recepimento di disposizioni europee del 2002, la certificazione energetica attesta il rendimento energetico di un edificio, cioè il fabbisogno annuo di energia necessaria per soddisfare i servizi di climatizzazione invernale ed estiva, il riscaldamento dell’acqua per uso domestico, la ventilazione e l’illuminazione. A partire dal 1° gennaio 2012, essa è obbligatoria non solo per gli edifici di nuova costruzione e nei casi di ristrutturazione, ma anche nel caso in cui un immobile (o una sua parte) venga messo in vendita o dato in locazione: un obbligo ancora poco recepito in Italia, se si considera che, come affermano alcune recenti rilevazioni, sono in regola solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto. Per quanto riguarda le classi energetiche, in Piemonte la certificazione di un edificio all’interno di una classe è fissata all’interno di un decreto regionale del 2009 che stabilisce limiti di consumo diversi per edifici classificabili come residenziali e non residenziali Per rendere più efficiente un edificio e farlo ‘passare’ ad una classe energetica più performante, è necessario perciò ridurne i consumi, migliorando la resa degli impianti, coibentando pareti e tetti, scegliendo le tecnologie più efficienti, ma soprattutto studiando la migliore integrazione tra impianto ed involucro. Proprio queste tematiche saranno al centro di Proenergy+ e del ricco programma di iniziative speciali e convegni in calendario, che permetterà agli operatori di aggiornarsi sulle novità tecnologiche e legislative. L’aspetto formativo ha, infatti, una forte rilevanza all’interno della manifestazione: particolarmente interessanti in questo senso sono le Piazze dell’Eccellenza, in cui l’aggiornamento si declina in incontri a ciclo continuo, che vanno a comporre un programma di assoluto livello sui temi delle tecnologie ad alta efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e dell’evoluzione dell’involucro edilizio. In Come si installa/Come si usa verranno realizzate prove pratiche per esemplificare come si installano e come si usano in modo ottimale i prodotti e le tecnologie per la resa energetica degli edifici, mentre nell’Arena Progettazione Integrata, attraverso le best practice, si sottolineeranno i prossimi sviluppi nell’interazione tra i componenti di involucro evoluto, impianti tecnici ed energie rinnovabili.
Asti al quinto posto in Piemonte per numero di certificazioni energetiche registrate
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