“Rispetto alle vendemmie precedenti ho più che raddoppiato il valore delle mie uve. L’anno scorso neanche 30 centesimi al chilogrammo, due anni fa 18 centesimi. Mi vergognavo, ma quest’anno dovrei arrivare attorno agli 80 centesimi”. Sembra quasi un miracolo quanto accaduto ad Ermes Moiso, 42 anni di Viarigi, viticoltore produttore di Barbera d’Asti. La tanto vituperata barbera, lui l’ha già ribattezzata “Barbera Amica”. “Si la mia è diventata la Barbera Amica di Coldiretti”, sottolinea con orgoglio Ermes Moiso. Tutto è stato possibile grazie al “Progetto Filiera Vitivinicola” messo in atto per la vendemmia 2012 da Coldiretti Asti, Consorzio Terre di Qualità e Centro Studi Vini del Piemonte. “In linea col nostro progetto di una Filiera agricola tutta italiana e Campagna Amica – sottolinea Roberto Cabiale, presidente provinciale Coldiretti – abbiamo cercato di trovare una via alternativa ai tradizionali canali di contrattazione dei prezzi delle uve. Con un gruppo di viticoltori associati al Consorzio Terre di Qualità aderente a “UeCoop” e presieduto da Franco Gallo ci siamo ritrovati per studiare un metodo per rivalutare il valore delle uve barbera. Abbiamo fatto molti incontri in tutte le zone viticole della provincia, alla fine sono emersi 20 viticoltori che hanno deciso di saltare il passaggio dell’intermediazione delle uve e di procedere con la vinificazione associata. Praticamente – rivela Cabiale – abbiamo studiato, con il Centro Studi Vini del Piemonte coordinato da Secondo Rabbione, un protocollo di vinificazione per valorizzare l’aspetto qualitativo delle uve, abbiamo poi individuato un vinificatore e quindi cercato lo sbocco sul mercato del vino. Il risultato è stato veramente sorprendente”. “E’ nata così la “Barbera Amica” – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – un esperimento che ormai è qualcosa di molto concreto: 1.716 quintali di uve barbera ritirate per una superficie viticola di 22 ettari che mediamente prevediamo di pagare al saldo 85 euro al quintale. Siamo veramente soddisfatti perchè abbiamo aperto una strada lungo la filiera, come avevamo già fatto con gli ortaggi e l’accordo con la F.lli Saclà”. In pratica venti semplici viticoltori sono ora diventati vignaioli, sottolinea il presidente del Consorzio Terre di Qualità, Franco Gallo: “Abbiamo accorciato la filiera, qualificato il lavoro del viticoltore, creato nuove prospettive e smosso il valore del prodotto. Un bel segnale contro le speculazioni a cui gran parte del comparto barbera spesso deve sottostare”. Un progetto molto interessante, destinato a un ulteriore sviluppo: “Stiamo già lavorando per la vendemmia di quest’anno – spiega Ciotta – abbiamo intenzione di ritirare oltre 10 mila quintali di barbera per una superficie di 120 ettari e di allargare i conferimenti anche alle uve Grignolino, Dolcetto, Chardonnay e Cortese”. “Se non avessi aderito al progetto vitivinicolo di Coldiretti – rivela Moiso – avrei espiantato i vigneti, oggi sento che il mio lavoro può avere un futuro”. Uve di alta qualità da tutto l’Astigiano Grazie al protocollo di produzione e vinificazione Le uve della “Barbera Amica”, nata dal progetto “Filiera Vitivinicola” Coldiretti Asti, provengono dalle zone di Asti, Canelli, Moncalvo e Nizza Monferrato. Il Centro Studi Vini del Piemonte, con sede a San Damiano d’Asti, ha seguito l’intero iter qualitativo dalla vigna al vino. Ma vediamo con il responsabile del CSV, Secondo Rabbione, quali sono stati i passaggi più significativi per la produzione che consentirà ai viticoltori di ricavare dalle loro uve 8,5 € al miriagrammo: “I controlli sull’idoneità dei vigneti e quelli su un apposito protocollo per le lavorazioni agronomiche studiate dal Centro Studi Vini, sono stati curati dal Servizio tecnico di Coldiretti Asti. L’assistenza tecnica ha previsto il controllo delle operazioni di potatura, legatura, potatura verde primaverile, cimatura, sfogliatura, difesa sanitaria e le lavorazioni del terreno. La produzione di uva, ove necessario, è stata ricondotta a 80 quintali ad ettaro, tramite diradamento dei grappoli, attraverso comunicazione della data di inizio del diradamento, seguito da controllo del tecnico e rilascio di dichiarazione di conformità. Per la scelta del periodo vendemmiale sono stati effettuati i controlli analitici sulla maturazione, cosiddette “curve di maturazione”, con la comunicazione agli aderenti della data e dell’orario dei conferimenti, in tutto 38. La vendemmia è stata separata per vigneto con trasporto entro la giornata di raccolta impiegando rimorchi in acciaio o provvisti di teloni in materiale idoneo per alimenti, evitando di formare cumuli e schiacciamenti con eccessivo ammostamento delle uve. La raccolta – in base agli indici di maturazione – è eseguita da martedì 18 a Sabato 22 settembre, compilando una scheda di valutazione per ogni singola partita con registrazione dei valori del grado Babo, indice di qualità fenolica (IQF), tonalità, pH, temperatura dell’uva, aspetto visivo e sanitario e igienico-sanitario dei mezzi di trasporto. Alla fine, con un grado Babo medio di 21,90, un apposito protocollo di vinificazione ha consentito di ottenere uva atta a produrre Barbera d’Asti Docg”.
Quando la Barbera diventa “amica” della Coldiretti di Asti
POLITICA
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