“Mentre per pareggiare i conti dello Stato, si chiedono forti sacrifici agli italiani con tagli agli enti locali, alla sanità, alle pensioni, all’istruzione, il Governo mantiene l’intenzione di procedere all’acquisto dei cacciabombardieri d’attacco F35 “Joint Strike Fighter”. Quello del caccia F-35 è un programma che ad oggi ci è costato già 2,7 miliardi di euro e ne costerà – in caso di acquisto di 131 aerei – almeno altri 15 solo per l’acquisto dei velivoli, che potrebbero scendere a 10 miliardi con una riduzione a 90 (il prezzo unitario si alzerà, secondo l’azienda produttrice Lockheed Martin). Complessivamente arriveremo arrivando ad un impatto tra i 15 e i 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo di tali velivoli. Questi tagli ricadono su noi cittadini, sulla scuola, sulla salute, sui servizi sociali, sui tagli al welfare. Il tutto per partecipare ad un progetto di aereo militare “faraonico” (il più costosto della storia) di cui non si conoscono ancora i costi complessivi (cresciuti al momento almeno del 50% rispetto alle previsioni iniziali) e che ha già registrato forti critiche in altri paesi partner (Norvegia, Paesi Bassi, Australia, Canada) e addirittura ipotesi di cancellazione di acquisti da parte della Gran Bretagna. Con i 15 miliardi che si potrebbero risparmiare cancellando l’acquisizione degli F-35 JSF si potrebbero fare molte cose: ad esempio costruire duemila nuovi asili nido pubblici, mettere in sicurezza le oltre diecimila scuole pubbliche che non rispettano la legge 626 e le normative antincendio, garantire un’indennità di disoccupazione di 700 euro per sei mesi ai lavoratori parasubordinati che perdono il posto di lavoro. Siamo convinti che in un momento di crisi economica per prima cosa siano da salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini, investendo i fondi pubblici per creare presupposti ad una crescita reale del Paese senza gettare i soldi in un inutile e costoso aereo da guerra. Per questo con questa petizione chiediamo al Governo di non procedere all’acquisto dei cacciabombardieri F35 e destinare i fondi risparmiati alla garanzia dei diritti dei più deboli e allo sviluppo del paese investendo sulla società, l’ambiente, il lavoro e la solidarietà internazionale. Raccoglieremo firme in piazza San Secondo il 2 di giugno alle 16.30, ricordando il rispetto dell’articolo 11, violato per i troppi interventi di guerra negli ultimi 15 anni e per la proliferazione di investimenti in sistemi d’arma, utilizzabili solo come strumenti di guerra. Il 3 giugno alle 21 in Sala Mascarino (Centro Culturale San Secodo) ridaremo vita a un coordinamento per il disarmo, tema troppo assente nell’agenda politica astigiana, partendo da F35 ma aprendo lo sguardo sui temi connessi alla guerra. Il Forum astigiano per il disarmo sarà un movimento a cui si da l’adesione singolarmente, sono possibili anche collaborazioni con soggetti, associazioni della società civile, ma la forma di organizzazione è quella del forum e delle assemblee. Crediamo importante sdoganare il tema della pace da sigle, perchè come l’acqua e i beni comuni è un tema che deve giungere a piu’ persone possibili, la nostra attenzione sarà rivolta alla cittadinanza. Inoltre a breve seguendo anche gli sviluppi parlamentari della vicenda, promuoveremo un ordine del giorno per il consiglio comunale. Sono invitati ad aderire alla assemblea tutti i cittadini sensibili e il 2 giugno dalle 16 in piazza san secondo a mettere una firma per evitare questo spreco di risorse”. Mario Malandrone
2 giugno: ad Asti assemblea e raccolta firme per il disarmo
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