“Il nostro obbiettivo è certificare la qualità e dare il giusto valore al lavoro dei cerealicoltori”. E’ molto determinato Adriano Cavallito, dal luglio scorso vice presidente del Consorzio Agrario delle provincie del Nord Ovest, la cooperativa aderente a UeCoop con un fatturato di 100 milioni (130 considerando la controllata Petrolcap). “Inizieremo quest’anno con 50 produttori con l’obbiettivo di produrre grano tenero di alta qualità, certificarla e spuntare prezzi superiori mediamente di 3 – 4 euro al quintale”. Il “Progetto Grano Tenero”, attuato con Coldiretti Asti, seguirà praticamente le orme tracciate con il “Progetto Orticoltura” che ha portato ad un accordo con la F.lli Saclà Spa e il “Progetto Vino” la cui “Barbera Amcia” ha fatto triplicare il valore delle uve. “Coldiretti Asti attraverso la sua rete di tecnici – sottolinea Antonio Bagnulo, responsabile dell’assistenza tecnica dell’Organizzazione – elaborerà e seguirà l’applicazione di un disciplinare produttivo che permetterà la produzione di grani di alta qualità”. Sarà poi il Cap Nord Ovest a distribuire il prodotto nella fascia alta di mercato e garantire la massima redditività ai cerealicoltori. “La nostra esperienza – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – ci dice che anche grazie ad appositi accordi di filiera tra le aziende agricole e le industrie di trasformazione è possibile valorizzare il grano prodotto in provincia di Asti. E questo è possibile solo se si garantisce la qualità”. Aggiunge Cavallito: “Il CAP Nord Ovest sarà il garante dell’operazione e fornirà tutta la logistica. Per fare questo l’acquisizione delle sementi e degli altri prodotti per la coltivazione sarà effettuata presso le agenzie del Consorzio e sarà così garantita la piena tracciabilità della filiera”. I contratti prevedono la messa a dimora di due specifiche varietà di grano: il “Bologna Qualità” e il “Graindor Qualità”. Il valore sarà poi determinato in base alle caratteristiche molitorie di ogni singola partita conferita al Consorzio, fissando come riferimento la media delle quotazioni massime del listino della Borsa di Bologna rilevate tra la prima quotazione del raccolto 2014 ed il primo mercato di agosto 2014 e rapportando il prezzo ai parametri qualitativi. “Il Progetto Grano Tenero – conclude Roberto Cabiale, presidente Coldiretti Asti – si inserisce nell’ampia progettualità Coldiretti di “Una filiera agricola tutta italiana” che sta dando tante soddisfazioni a tutti gli agricoltori italiani. Anche per i cereali, contrariamente a quanto molti pensano, è possibile avviare importanti contratti di filiera e dare maggiore valore aggiunto alle produzioni. Ora ci concentreremo sugli accordi con le industrie molitorie e di trasformazione, ma non dimentichiamo che la provincia di Asti ha anche un altro forte valore aggiunto sulla cerealicoltura: la filiera della carne con la pregiata razza bovina Piemontese. L’alimentazione degli animali è un altro importante sbocco della nostra produzione e su cui in futuro si potrà sicuramente lavorare molto, e bene”. IL GRANO SARACENO La coltivazione del grano saraceno ora è ancora un esperimento, ma potrà essere un ulteriore sbocco di mercato per la cerealicoltura dell’Astigiano. La sperimentazione messa a punto dal Cap Nord Ovest su alcuni ettari di terreno a Vallandona, frazione di Asti, si sta rivelando positiva. “Le industrie di trasformazione cercano questa produzione – sottolinea il responsabile delle Agenzie del Cap Nord Ovest per la provincia di Asti, Gianluca Lubraco – perchè è la base per i prodotti utilizzati dalle persone affette da celiachia. Si tratta di una coltura facilmente adattabile al nostro territorio e si può mettere a rotazione sui seminativi cerealicoli in quanto, nonostante il nome, grano saraceno, si tratta di una poligonacee”. Oltre alle caratteristiche intrinseche, quest’anno il grano saraceno spunta un’ottima performance sul mercato, ha dato una giusta resa produttiva e, soprattutto, ha dimostrato di avere bassissimi costi produttivi.
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