Arriverà al Teatro Alfieri di Asti domani,sabato 8 febbraio alle 21, nel primo appuntamento del 2014 con Ridi Asti, la riduzione teatrale de “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” nell’interpretazione di Paolo Migone. Il bestseller dello psicologo americano John Gray, tradotto in 40 lingue, ha venduto oltre 50 milioni di copie e analizza le problematiche delle relazioni sentimentali uomo-donna evidenziando le sostanziali differenze tra i due sessi, come creature provenienti da due mondi diversi che stentano a capirsi reciprocamente. Al comico toscano, reso celebre dalle molte presenze a Zelig nelle vesti del personaggio del professore pessimista con l’occhio nero e il camice bianco, abbiamo fatto qualche domanda partendo dallo spettacolo e finendo per addentrarci nell’insidioso sentiero dei rapporti di coppia. Per quale ragione Paolo Migone ha scelto di portare in scena il libro di Gray? “Tutto è nato da una proposta del produttore, Enrico Porreca, che ha visto lo spettacolo in Belgio e ne ha acquistato i diritti. Il testo era molto conosciuto e ha chiamato me perché ero spesso avevo affrontato il tema del rapporto uomo-donna ed ero abbastanza cattivo per interpretarlo. Ha funzionato: più di sessanta repliche, pienone nei teatri. Consideri che il testo è stato trasposto dalla versione americana a quella inglese, poi a quella belga e infine adattato dal francese all’italiano: quando ci è arrivato tra le mani era una schifezza, così con il regista Carlo Neri lo abbiamo riscritto. Un lavoro gratuito, i diritti li prendono i Belgi…” Questo spettacolo ha una funzione educativa? “Su di me ha avuto effetti positivi. Prima lo snobbavo, mi chiedevo perché un Americano volesse dare consigli a noi Italiani sull’amore. Invece l’ho sperimentato su mia moglie e mi sono accorto che funziona. Non bisogna cercare di cambiare l’altra persona, bisogna rispettarla, individuando un terreno comune. Sto per dire una cosa poco romantica, ma vera: bisogna usare delle tattiche. Poi certo c’è anche il cuore, la passione, tutta l’imperscrutabilità che fa dell’essere umano un meccanismo complesso. Non siamo delle cavie da laboratorio. Però credo che certe accortezze aiutino la coppia moderna, che tende a sciuparsi, lasciarsi, risposarsi. Gray ci dice: “No, cerca di stare bene con la persona che hai a fianco, cerca di essere più leggero, più dinamico, meno lamentoso”. Mi sono reso conto che prima non ero obiettivo. Voglio dire, ero troppo cattivo con le donne. Non era giusto, in dieci anni mi ero lasciato andare. Ma è un processo lentissimo. Ci vorranno 500 anni. Certo, è un inizio”. E se l’uomo Paolo Migone dovesse scegliere un episodio dello spettacolo più vicino alla sua vita domestica quale racconterebbe? “Le dinamiche in casa. Mia moglie, come milioni di altre donne, è piena di fissazioni. Tipo se si torna da un lungo viaggio apre immediatamente le valige e fa la lavatrice, non importa che ora sia. Noi maschi, nati per essere pigri e “divaneschi”, soffriamo. Pensi che un mio amico mi racconta disperato che lui sta pagando per intero un mutuo ma in fondo la sua porzione di casa si è ridotta a una poltrona, tutto il resto sono fiorellini, tendaggi, puffette e cornici d’argento. Lui le cornici d’argento le odia. Si sente a suo agio solo sulla poltrona. Non è terribile? E’ come un Risiko. “Tu puoi scegliere il pavimento del bagno ma io mi tengo il decoro della veranda”. Adesso per esempio mia moglie vuole fare un muro con le farfalle stilizzate. Le subirò”. I biglietti (22 euro platea, barcacce, palchi ; 19 euro loggione, diritti di prevendita esclusi) sono disponibili su www.eventiduemila.it e alla cassa del Teatro Alfieri. Marianna Natale
“Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” nell’interpretazione di Paolo Migone ad Asti
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